La sentenza del Tar e la rivendicazione del Governatore
Il Tar Campania ha riconosciuto le ragioni della Regione contro il Ministero della Salute, che da oltre due anni continuava a tenere la Campania nel Piano di Rientro nonostante gli obblighi fossero stati superati. La notizia è stata annunciata dal Governatore Vincenzo De Luca oggi durante un incontro con la stampa al Grand Hotel Salerno.
Il Presidente ha ricostruito il percorso iniziato tra il 2018 e il 2019, quando la Regione uscì dal commissariamento: secondo De Luca, il Governo avrebbe prolungato immotivatamente la permanenza nel Piano, ignorando che la Campania aveva raggiunto da tempo gli obiettivi previsti. Una scelta definita “sproporzionata” e “palesemente politica”, che avrebbe ostacolato per anni investimenti e programmazione.
Le critiche al Governo e le accuse di ricatto politico
De Luca ha ricordato come le restrizioni imposte alle Regioni in Piano di Rientro abbiano danneggiato la Campania, limitando investimenti e possibilità di intervento. Tra i punti più contestati, l’obbligo di accorpamento dei piccoli laboratori privati e la chiusura dei punti nascita sotto i 500 parti.
Il Governatore ha attaccato duramente Fratelli d’Italia, accusando il partito di “speculazioni politiche” e di aver fatto demagogia sul territorio mentre, a Roma, imponeva chiusure e vincoli. Ha definito “ricattatorio” l’atteggiamento del Governo, citando anche le parole della Presidente Giorgia Meloni sulle liste d’attesa: “Noi siamo primi d’Italia nelle prime visite, quelle che salvano la vita”, ha affermato.
Ha inoltre ribadito che la Campania, pur tra mille difficoltà, ha mantenuto servizi essenziali garantendo comunque standard di accesso spesso superiori a quelli di Regioni considerate “virtuose”.
Il richiamo alla storia recente e i risultati ottenuti
Il Governatore ha ricordato come dieci anni fa la Campania fosse “ultima in Italia”, con un sistema sanitario commissariato, conti non approvati e ospedali destinati alla chiusura. Ha rivendicato di aver invertito la rotta, mantenendo aperti numerosi presidi, introducendo la piattaforma informatica Sinfonia e recuperando risorse, pur con una carenza strutturale stimata in oltre 10mila medici rispetto alla media nazionale.
De Luca ha sottolineato che la Regione ha prodotto risultati “malgrado” i vincoli governativi e non grazie a essi, e che la sentenza del Tar costituisce una conferma formale di un percorso amministrativo ritenuto solido. La decisione, secondo il Presidente, rappresenta anche un segnale politico verso il futuro: la Campania non intende più subire decisioni calate dall’alto.
Una stoccata finale su Salerno
In chiusura, De Luca ha rivolto l’attenzione alla città di Salerno, parlando di “distrazioni” nella gestione dei quartieri e chiedendo un recupero immediato sul versante sicurezza.
“Cafoneria zero e Salerno fatti bella”, ha concluso, ribadendo la necessità di una nuova stagione di interventi concreti.
Ha invitato infine amministratori, associazioni e professionisti a sostenere con maggiore convinzione un progetto di rilancio urbano che, a suo giudizio, non può più essere rimandato.














