Tra litigi interni, assenza di visione e successione incerta, la maggioranza del sindaco Cosimo Ferraioli appare ormai al capolinea dopo undici anni di governo.
La fine del ciclo Ferraioli e una maggioranza “sbandata”
C’è ormai una certificazione evidente: ad Angri l’esperienza amministrativa di Cosimo Ferraioli è al capolinea. Da mesi volano stracci tra assessori e consiglieri, nel mentre la maggioranza non ha mai affrontato una vera verifica politica in tutti questi anni. Si è proceduto per inerzia, tra momenti di tensione e totale assenza di una visione strategica capace di garantire almeno l’ordinaria amministrazione. I cittadini stanchi percepiscono un distacco crescente: amministratori lontani dai problemi reali della città e una maggioranza che, invece di governare, si dedica a scambi di accuse e recriminazioni continue. Dall’esterno, la sensazione è quella di una smobilitazione programmata, forse voluta dallo stesso sindaco, che però non avrebbe giusto in tempo preparato un successore “degno”.
La successione mancata e una maggioranza che rema contro
In un primo momento si era guardato con interesse alla possibilità che Ferraioli indicasse come sua erede la dirigente scolastica del liceo classico e scientifico Don Carlo La Mura, Rossella Tedesco con la quale l’entourage del primo cittadino ha un feeling “certificato” di lunga data. Un’ipotesi che tuttavia non è del tutto tramontata ma oggi molto indebolita dalla litigiosità della maggioranza, incapace di trovare sintesi su qualunque punto e attraversata dal “remare contro” di alcuni assessori. Mancano solo sei mesi alla scadenza del mandato e l’amministrazione, dopo undici anni di guida ferraioliana, sembra aver perso qualsiasi capacità di minima organizzazione. C’è autogestione. Il sindaco, che in passato ha gestito in modo cinico e abile le paturnie interne di una maggioranza eterogenea e inesperta, oggi vede sfaldarsi quella stessa macchina politico – amministrativa che aveva “costruito” con paziente cura.
Una macchina amministrativa ingolfata e una città verso il voto incerto
Oggi la resa dei conti è sotto gli occhi di tutti. Il “presepio Ferraioli” si sta sgretolando senza eufemismi con Giuseppe e Maria che litigano proprio alla vigilia della natività del “Salvatore”. La “macchina Ferraioli”, un tempo utile a governare gli equilibri interni, è diventata un problema: un sistema lento, incapace di gestire persino l’ordinario, complice anche la limitata capacità di alcuni assessori di leggere e affrontare i problemi e che spesso remano contro. La macchina comunale è ingolfata da anni e non si comprende il motivo di questa progressiva involuzione che trascina Angri verso una campagna elettorale incerta e frammentata. Una città che, alla fine del lungo ciclo Ferraioli, sembra dover ripartire quasi da zero, tra macerie politiche e un futuro ancora tutto da decifrare.
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