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Il rapporto Agenas. Campania tra eccellenze e criticità nella sanità nazionale

Il Programma Nazionale Esiti fotografa il divario Nord-Sud: l’unica struttura d’eccellenza del Mezzogiorno è la Federico II, mentre la regione resta tra quelle con più ospedali critici.

Solo la Federico II rappresenta il Sud tra le eccellenze, mentre molti ospedali campani richiedono interventi su maternità e cardiocircolazione.

La mappa nazionale delle eccellenze

Si conferma anche quest’anno il divario tra Nord e Sud nella fotografia del Programma Nazionale Esiti dell’Agenas, che ha valutato 1.117 strutture ospedaliere pubbliche e private in otto aree cruciali: oncologia, cardiochirurgia, gravidanza e parto, trauma, ortopedia e altre specialità ad alta complessità. Solo quindici ospedali raggiungono gli standard massimi fissati dalla legge del 2015, con performance complessivamente alte o molto alte. Quattordici di questi si trovano nel Centro-Nord e uno soltanto nel Mezzogiorno: l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, che diventa così l’unico presidio d’eccellenza della Campania e dell’intero Sud.

I centri al top e il divario territoriale

La Lombardia guida la lista con cinque strutture, seguita dal Veneto con tre, dall’Emilia-Romagna con due e da Toscana, Marche e Umbria con un ospedale ciascuna. Tra questi figurano l’Ospedale Bolognini, l’Ospedale Maggiore di Lodi, la Fondazione Poliambulanza, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII, l’Istituto Humanitas, gli ospedali di Bentivoglio, Fidenza, Montebelluna, Cittadella, Mestre, Città di Castello, il presidio Lotti di Pontedera e lo stabilimento Umberto I – G.M. Lancisi. Il divario resta evidente: il Sud riesce a collocare una sola eccellenza, mentre gran parte delle criticità si concentra proprio nel Mezzogiorno.

Le criticità e il peso della Campania

Sono 198 gli ospedali che presentano complessivamente 333 punti critici, soprattutto nei settori della gestione di gravidanza e parto e dell’area cardiocircolatoria. La distribuzione geografica delle insufficienze rimarca ancora una volta le difficoltà strutturali del Sud: 51 ospedali in Campania, 43 in Sicilia, 19 in Puglia e 12 in Calabria richiedono interventi migliorativi. Anche la Lombardia conta 14 strutture problematiche, ma il peso percentuale rimane nettamente inferiore rispetto al quadro meridionale. La Campania, dunque, brilla con un’eccellenza ma continua a scontare una rete ospedaliera che necessita di investimenti, riorganizzazione e una programmazione capace di colmare uno storico divario infrastrutturale.

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