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Pagani. Rilancio dello “Stadio Torre”. Il sindaco De Prisco silenzia Pietro Sessa

Il sindaco replica duramente all’ex assessore: “Critiche tardive, assenze certificate e polemiche infondate”.

Il sindaco replica duramente all’ex assessore: “Critiche tardive, assenze certificate e polemiche infondate”.

L’improvviso risveglio sportivo

A Palazzo “San Carlo”, sede storica del Comune di Pagani qualcuno ha sussultato: dopo cinque anni di silenzio, l’ex assessore allo Sport Pietro Sessa improvvisamente si desta e punta il dito contro l’amministrazione di cui ha fatto parte fino alla scorsa primavera. Sessa pone attenzione polemica sulla riqualificazione dello stadio, quasi come nel quinquennio appena trascorso non fosse stato l’assessore delegato del primo cittadino: un alieno. È da qui che prende spunto la replica, tutt’altro che diplomatica, del sindaco Raffaele Maria De Prisco, che decide di silenziare il suo ex assessore delegato e rompere una consuetudine personale: quella di non rispondere agli ex amministratori. Una deroga motivata, spiega, dalla necessità di arginare “notizie fuorvianti” sulla riqualificazione dello stadio “Marcello Torre”.

Assenze, atti e memoria corta. Assessore assenteista

Nel merito, il sindaco De Prisco ricorda come l’alieno Sessa fosse assente alla delibera del 12 maggio sulla riqualificazione dello stadio, così come a quella sul Programma triennale delle opere pubbliche, collezionando – dati alla mano – oltre il 60% di assenze nelle sedute di giunta. Un dettaglio non secondario per chi oggi critica un progetto che, sottolinea il sindaco, è stato costruito con attenzione insieme all’ufficio tecnico e agli assessori Augusto Pepe e Vincenzo D’Amato, con l’obiettivo di evitare interventi “di facciata”.

“Mente sapendo di mentire”

Si sale di tono quando il primo cittadino respinge le accuse di depotenziamento dello sport e di cancellazione della pista di atletica. “Mente sapendo di mentire”, afferma senza giri di parole, chiarendo che il progetto punta al rilancio e al potenziamento della pista, mai realmente utilizzata per l’atletica negli ultimi quarant’anni. “Basta leggere il progetto”, aggiunge con sarcasmo, “ammesso che ora l’ex assessore abbia finalmente il tempo di farlo” sviste corrette per motivi di rancore? Ipotizzabile.

Fine mandato e resa dei conti

Il sindaco rivendica il diritto alla critica, ma non alla mistificazione, definendo “meschine” le dichiarazioni di Sessa e spiegando di aver evitato di replicare per non interferire con la campagna elettorale regionale. Annuncia infine un prossimo resoconto di fine mandato: “Di quanto fatto in questi cinque anni renderò conto alla città. Ben poco, invece, potrò dire sulle deleghe tenute da Sessa”. Lo scontro pare solo all’inizio, come genesi di una vicenda che certo si protrarrà nel corso dei prossimi mesi.

Il Premio “Marcello Torre” a Pagani. Il ricordo di un simbolo dell’etica pubblica

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Luciano Verdoliva
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