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Spesa solidale ad Angri, scelta tardiva e subdoli calcoli politici

La delibera sui fondi Covid arriva solo a fine mandato e riapre il dibattito su gestione, tempi e responsabilità politiche.

La delibera sui fondi Covid arriva solo a fine mandato e riapre il dibattito su gestione, tempi e responsabilità politiche

Una delibera arrivata fuori tempo massimo

Sembra doveroso fare chiarezza sulla delibera relativa alla spesa solidale che ad Angri ha acceso un dibattito politico acceso e tutt’altro che marginale. Si tratta di una delibera di giunta che utilizza i fondi donati dai cittadini durante l’emergenza Covid, ma che viene approvata solo nell’ultimo semestre dell’amministrazione guidata dal sindaco Cosimo Ferraioli, dopo anni di silenzi e rinvii.

Una proposta rimasta a lungo senza esito

Per amore del vero e di cronaca bisogna chiarire che tali fondi, come risulta anche da atti e comunicazioni interne, erano da tempo indicati come potenzialmente destinabili al sostegno alimentare. La stessa assessora delegata Maria D’Aniello ne aveva più volte richiamato l’utilizzo nel corso degli anni successivi alla pandemia, senza che però si arrivasse mai all’approvazione formale di una delibera di giunta. Una lunga fase interlocutoria, fatta di rinvii e valutazioni mai tradotte in decisioni operative, che rende oggi inevitabile interrogarsi sui tempi e sulle priorità che hanno guidato l’azione amministrativa.

La domanda, allora, diventa inevitabile: perché questa delibera viene approvata solo ora? Perché attendere la fine di una gestione amministrativa deludente, chiacchierata e politicamente logorata? Forse c’era particolare astio per l’assessora? Quesiti che mai avranno risposta.

Il sospetto del “divide et impera”

Conoscendo lo stile politico e ondivago del sindaco uscente Cosimo Ferraioli, si alimenta il dubbio che l’atto non sia solo amministrativo ma anche strategico per intercettare consenso. O forse un colpo giocato per destabilizzare equilibri interni a una maggioranza ormai visibilmente incrinata, secondo una logica perseverante del primo cittadino sovranista: il divide et impera, una consolidata  strategia per dividere gli avversari per rafforzare su questi il proprio controllo. Un metodo che sembra aver accompagnato più di una scelta di questa amministrazione. Conoscendo bene l’astuzia malevola del sindaco Ferraioli avrà sicuramente calato l’asso per creare una maggiore destabilizzazione rispetto ad alcuni elementi della sua maggioranza invisi da tempo come lui stesso esterna spesso in camera caritatis senza essere però consequenziale.

Un’opportunità che arriva tardi ma di auspicio

Al netto delle polemiche, oggi finalmente i cittadini con maggiori fragilità sociali potranno accedere alla spesa solidale per natale, anche se per un tempo caduco. L’auspicio comunque è che non sia un episodio isolato ma l’inizio di un possibile cambio di paradigma nelle politiche sociali, dove non conti chi gestisce, che è delegato ma come e con quali criteri si interviene, tenendo conto della crescente emergenza sociale che attraversa la città.

Ipocrisie e assenze sul territorio

Una riflessione necessaria e dovuta per sgombrare il campo da ipocrisie e false narrazioni autoreferenziali dell’ente di Piazza Crocifisso. Lo stesso canovaccio mediatico si è infatti registrato con l’indignazione a distanza del primo cittadino nel suo sermone social per gli allagamenti in zona via Orta Longa, dove la situazione è ormai vergognosamente critica e irreversibile. In tali posti dell’amministrazione comunale e del consigliere comunale e provinciale Giuseppe Del Sorbo non si è vista alcuna traccia. Un’amministrazione che non vive i problemi sul posto, accanto ai cittadini, è destinata a restare distante, anonima e inevitabilmente criticata. E a breve anche dimenticata e rimossa.

Angri il “presepio Ferraioli” si sgretola con Giuseppe e Maria

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Luciano Verdoliva
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