Tra rincari, precarietà e domanda crescente, i Piani di Zona tentano di arginare l’emergenza con soluzioni di prossimità
Un’emergenza silenziosa che cresce nei comuni dell’Agro
La crisi abitativa che attraversa l’Europa assume nell’Agro nocerino sarnese contorni sempre più evidenti. Angri, Scafati, Nocera Inferiore, Sarno e i comuni limitrofi registrano un aumento costante dei canoni di locazione, a fronte di salari fermi e lavoro sempre più instabile. Il risultato è un progressivo allontanamento dalla casa per fasce crescenti di popolazione: giovani coppie, famiglie monoreddito, lavoratori precari, cittadini stranieri e anziani soli. Qui l’emergenza non si manifesta soltanto attraverso gli sfratti, ma anche tramite sovraffollamento, soluzioni abitative improprie e rientri forzati nei nuclei familiari d’origine. Una crisi spesso sommersa, che fatica a entrare stabilmente nell’agenda politica locale, pur incidendo in modo diretto sulla coesione sociale e sulla qualità della vita dei territori.
Il ruolo dei Piani di Zona e le risposte all’emergenza temporanea
In questo scenario, i Piani di Zona dei servizi sociali rappresentano uno dei pochi strumenti di contenimento del disagio abitativo. Attraverso fondi regionali, nazionali e risorse dedicate, si interviene con contributi al canone di locazione, misure contro la morosità incolpevole e percorsi di accompagnamento sociale. Tuttavia, la domanda supera largamente l’offerta e costringe gli enti a operare in una dimensione di emergenza continua. Crescono le richieste legate a separazioni, perdita improvvisa del lavoro, sfratti per fine locazione o rientri forzati dopo esperienze migratorie fallite. Interventi necessari, ma spesso tampone, che non riescono a trasformarsi in politiche strutturali di edilizia sociale, anche a causa della carenza di patrimonio pubblico disponibile e dei lunghi tempi amministrativi.
Case di prossimità e modelli innovativi di welfare abitativo
Accanto alle misure tradizionali, nell’Agro nocerino sarnese iniziano a emergere esperienze di housing sociale temporaneo e case di prossimità, pensate per rispondere alle emergenze abitative transitorie con un approccio integrato. Un esempio significativo arriva da Nocera Superiore, nella frazione Pareti, dove è stata realizzata una nuova struttura Housing First, centro di servizi dedicato al contrasto alla povertà e al disagio sociale. Il progetto, sostenuto dal PNRR con un finanziamento di circa 700 mila euro, rappresenta un modello innovativo di welfare territoriale, orientato all’inclusione, all’autonomia e alla dignità abitativa, superando la logica dell’assistenzialismo puro. Un’esperienza ancora isolata, ma capace di indicare una possibile direzione.
Una sfida strutturale che chiama in causa la politica locale
Senza una visione sovracomunale che integri politiche abitative, rigenerazione urbana e sviluppo economico, il rischio è che anche le esperienze più virtuose restino episodi isolati. La crisi abitativa nell’Agro nocerino sarnese non è più una tematica marginale: ma coinvolge la tenuta sociale del territorio e la sua capacità di offrire futuro. I Piani di Zona restano un presidio sociale fondamentale, ma da soli non bastano. Occorre un cambio di paradigma che trasformi l’emergenza in una vera politica della casa, capace di rispondere alle reali necessità collettive e di restituire stabilità e prospettiva a un’area sempre più socialmente fragile.
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