L’attivista di Fronte Civile–Stay Angri denuncia undici anni di immobilismo e il fallimento delle politiche dedicate alle nuove generazioni
Una città fuori misura per le nuove generazioni
«Angri oggi non è una città a misura di giovane. E non è uno slogan: è un dato di fatto». Parte da qui l’analisi dura e senza sconti di Pasquale Somma, attivista di Fronte Civile –Stay Angri, che mette sotto accusa anni di scelte mancate e priorità rovesciate. Per Somma il punto di partenza è emblematico: «Un Forum dei Giovani morto, inesistente», uno strumento che dovrebbe essere «in cima alle priorità di qualsiasi amministrazione», perché è lì che «nascono le idee fuori dagli schemi» e si forma la classe dirigente del domani.
Spazi assenti e opportunità negate
Lo scenario tracciato è quello di un vuoto strutturale. «Ad Angri non esiste nulla: niente spazi ricreativi, niente aule studio, niente corsi di formazione, niente incentivi per investire sul territorio. Il vuoto. Totale». Una condizione che, secondo Somma, allontana i giovani e spegne qualsiasi prospettiva di radicamento sociale, culturale ed economico. Non si tratta solo di carenze materiali, ma di una mancanza di visione che ha reso la città sempre meno attrattiva e sempre più marginale.
Responsabilità politiche e silenzi interni
Nel mirino non c’è soltanto l’assessore con delega alle politiche giovanili. «Mi rivolgo anche ai giovanissimi di questa amministrazione», sottolinea Somma, accusandoli di aver preferito «occuparsi di altro, inutile altro», senza mai mettere i giovani al centro dell’agenda politica. Una scelta che oggi presenta il conto: «Li vediamo farsi la guerra tra loro per trovare una nuova casa politica. Normale, quando si costruisce poco e male. Anzi: quasi nulla».
Undici anni persi e futuro compromesso
Per Somma il bilancio è impietoso: «Le competenze non si misurano con le carrette di voti, ma con la capacità di costruire anche nelle difficoltà». E la conclusione è netta: «In undici anni Angri non è andata avanti. È andata indietro. Di molto. E di tanto». Una denuncia che chiama in causa non solo il passato recente, ma anche il futuro di una città che rischia di restare senza giovani ma anche senza prospettive distrutte da un’amministrazione “per caso”.
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