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Ospedale Caserta estetisti per le donne malate di cancro

Un’intera giornata di accoglienza, prevenzione, cultura e solidarietà dedicata a pazienti, famiglie e operatori.

Un’iniziativa condivisa per riaffermare la vicinanza a chi affronta un percorso di cura, anche durante le festività.

Un ospedale aperto alla comunità

Caserta. Ribadire la centralità della persona e la vicinanza a chi attraversa un percorso di cura è stato il filo conduttore dell’evento ospitato dall’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. L’iniziativa ha coinvolto pazienti, operatori sanitari, istituzioni, associazioni di volontariato e cittadinanza, con un’attenzione particolare ai malati oncologici, alle donne, ai bambini e agli anziani, soprattutto nel periodo natalizio.

Prevenzione e benessere psico-fisico

La giornata si è aperta con visite ambulatoriali gratuite in diverse specialità mediche, affiancate da un progetto dedicato al benessere psico-fisico delle pazienti oncologiche, promosso dalle Unità operative di Ematologia e Oncologia con il supporto dell’AIL di Caserta. Un percorso di estetica oncologica ha offerto momenti di cura e attenzione alla persona, valorizzando dignità e autostima.

Bambini, famiglie e solidarietà

Ampio spazio è stato riservato ai più piccoli, con attività della Pediatria dedicate alla formazione delle famiglie sulle manovre salvavita e con momenti di spettacolo pensati per regalare sorrisi e leggerezza. Ai bambini sono stati donati giocattoli e libri grazie al contributo di realtà associative e istituzionali del territorio.

Cultura, sicurezza e attenzione alle fragilità

Nel corso dell’evento è stato presentato anche un progetto di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, con l’installazione di un supporto informativo permanente presso il Pronto Soccorso. La musica e le esibizioni hanno accompagnato la giornata, creando un clima di condivisione e partecipazione.

Un Natale di cura e prossimità

La chiusura ha visto un momento dedicato agli anziani ricoverati, con attività di musicoterapia e piccoli doni simbolici. Un’iniziativa che ha confermato il ruolo dell’ospedale come presidio sanitario ma anche come luogo di relazione, ascolto e umanità, capace di mettere davvero la persona al centro.

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