La riapertura del condono edilizio 2003, promessa elettorale in Campania, si arena in Senato e perde valore normativo.
Promesse elettorali e realtà parlamentare
Il condono edilizio è stato uno dei cavalli di battaglia durante la campagna elettorale per le Regionali in Campania. L’ipotesi della riapertura dei termini del condono edilizio del 2003, promessa dal candidato del centrodestra Edmondo Cirielli, poi sconfitto da Roberto Fico, sembra ormai archiviata. Una promessa bloccata sapientemente in commissione Bilancio al Senato, durante l’esame della manovra finanziaria 2026. I due emendamenti presentati, il 9.0.8 e il 117.0.2, avrebbero dato via libera e riattivato il terzo condono voluto dal governo Berlusconi, al quale la Campania dell’era Antonio Bassolino non aderì per tutelare il territorio.
Dall’emendamento all’ordine del giorno
Lo stallo in commissione ha portato a una soluzione che sa di compromesso al ribasso. Come riferito dal capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, la proposta è stata trasformata in un ordine del giorno. Le opposizioni di centrosinistra parlano apertamente di ritiro mascherato, sottolineando come l’ordine del giorno non abbia alcun valore vincolante. Per le opposizioni sarebbe una “vittoria politica” che svuota di contenuto la promessa fatta dal centro destra in campagna elettorale.
Letture opposte e ironie della politica
Il senatore di FdI Antonio Iannone, commissario regionale del partito in Campania, la vede diversamente rivendicando il coraggio del governo Meloni nel riaprire il tema della sanatoria, parlando di giustizia per chi ne fu escluso. Per adesso c’è un riscontro diverso che non è un emendamento cambia la legge, ma un ordine del giorno che si limita a un invito al Governo. Quindi almeno per il momento salvo clamorosi risvolti il condono dovrebbe essere archiviato.
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