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Il Natale del perdono: Angri aspetta in piazza il sindaco Ferraioli per brindare

Angri vive l’ultimo Natale dell’era Ferraioli, tra attese simboliche, ironia diffusa e un possibile brindisi di riconciliazione pubblica.

Tra assenze istituzionali, perdoni natalizi e una maggioranza sfilacciata, la città attende il saluto finale del sindaco

Un brindisi atteso più del Natale

Angri. Questo è l’ultimo Natale dell’amministrazione del sindaco Cosimo Ferraioli, e gran parte dei cittadini oggi lo attende in piazza per un brindisi pubblico, simbolico, di perdono per le sue pubbliche assenze e le mancanze di questi undici anni di sindacato. Un gesto semplice, che si potrebbe consumare all’ombra della ruota panoramica allestita in piazza Doria, che molti leggerebbero come l’occasione per rivedere il primo cittadino tra la gente, tra abbracci, calici e sorrisi forse anche di circostanza. Un saluto informale, forse tardivo, ma utile a chiudere un ciclo politico sterile che, nei fatti, appare già concluso e che resta solo una presenza fisica.

Assenze che pesano e riconciliazioni cercate

Il desiderio di vedere scendere in piazza il sindaco Ferraioli e brindare in mezzo ai suoi concittadini potrebbe anche essere conseguenza della clamorosa assenza che ha lasciato il segno: quella allo svelamento del presepe diocesano in Piazza San Pietro, al Vaticano dove Ferraioli era l’unico sindaco dell’agro assente. Una mancanza istituzionale giudicata ingiustificabile tout court, che ha alimentato popolarmente malumori e mancate aspettative di rappresentanza. Il brindisi natalizio potrebbe essere una ghiotta occasione “comunicativa e para istituzionale” antidoto al gelo accumulato, una riapparizione pubblica utile a ricucire uno strappo dopo una decennale e lacunosa gestione, in una città che ormai percepisce il sindaco come un ex in carica, alle prese con una maggioranza visibilmente frantumata e in pieno stato confusionale.

Perdono natalizio e fine corsa politica

Gli angresi, popolo notoriamente sentimentale, sembrano pronti a perdonare tutto: una città sporca, controlli latitanti, urbanizzazioni discutibili e indecisioni amministrative. In cambio chiedono poco: una calorosa presenza, un brindisi, un gesto di speranza sotto le poche luci di Natale promosse dai commercianti orfani di una assessore da “fumetto”. D’altronde, l’aperitivo è stato uno dei tratti distintivi dell’era Ferraioli molto praticato nelle stanze comunali ogni di dai suoi ormai ex alleati. E quale momento migliore per un congedo più istituzionalmente informale, tra calici alzati e sorrisi indulgenti, suggellando un perdono collettivo che richiamerebbe a un dolce addio più che a una finta riconciliazione. Un risarcimento pieno a un vuoto imperdonabile. 

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Luciano Verdoliva
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