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Regione Campania. La giunta Fico tra veti e forzature: rientra Bonavitacola?

Regione Campania. La formazione della giunta regionale guidata da Roberto Fico rallenta tra rivendicazioni politiche, vecchi equilibri e il nodo del ruolo dei deluchiani.


Regione Campania. La formazione della giunta regionale guidata da Roberto Fico rallenta tra rivendicazioni politiche, vecchi equilibri e il nodo del ruolo dei deluchiani

Una trattativa che misura i rapporti di forza

Il lunedì di consultazioni per la nascita della nuova giunta regionale della Campania si è trasformato in un test politico sul reale peso delle forze in campo. Al centro del confronto non c’è soltanto la distribuzione degli assessorati, ma la capacità di incidere sulle scelte strategiche della nuova amministrazione guidata da Roberto Fico. In particolare, emerge il tema della rappresentanza dell’area che fa riferimento all’ex presidente Vincenzo De Luca, uscita dalle urne con l’8,34 per cento e quattro consiglieri eletti nella lista civica “A testa alta”.

Il peso del deluchismo nella nuova fase

Secondo i criteri di proporzionalità legati al risultato elettorale, ai deluchiani spetterebbero due assessori. Il nodo politico, tuttavia, riguarda non solo il numero ma anche i nomi e le deleghe. La richiesta avanzata durante il confronto a Palazzo Santa Lucia punta con decisione su Fulvio Bonavitacola, ex vicepresidente della giunta De Luca e figura centrale del precedente decennio amministrativo, con l’obiettivo di affidargli un assessorato di peso come quello alle Attività produttive.

Il caso Bonavitacola e l’impasse politica

La possibile presenza di Bonavitacola rappresenta il principale fattore di rallentamento nella definizione della squadra. Attorno a questo nome si concentra una frattura politica che va oltre la semplice composizione della giunta. Per una parte del centrosinistra, la sua nomina rischierebbe di riproporre assetti e logiche del passato, mettendo in discussione l’idea di discontinuità e rinnovamento che ha accompagnato l’avvio della presidenza Fico.

Le tensioni nel Partito Democratico

Il Partito Democratico rivendica un ruolo centrale nella nuova giunta, chiedendo tre assessorati, uno dei quali con funzioni di vicepresidente. Sul tavolo restano nomi già noti nel panorama regionale, con deleghe strategiche come Trasporti e governo del territorio. Tuttavia, il confronto interno al Pd si intreccia con il dibattito più ampio sul superamento del deluchismo, alimentando tensioni tra chi spinge per il ricambio e chi difende una continuità di esperienza amministrativa.

Napoli e le grandi partite aperte

Le resistenze alla soluzione Bonavitacola non arrivano solo dall’area riformista e progressista del Pd, ma anche dai settori politici più vicini al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Sullo sfondo ci sono dossier cruciali come Bagnoli, la bonifica e i grandi eventi internazionali, sui quali i rapporti con l’ex presidente De Luca sono stati tutt’altro che lineari.

Il ruolo di Fico e la variabile tempo

In questo quadro, spetta a Roberto Fico il compito di sciogliere il nodo politico più delicato, anche attraverso eventuali veti. L’obiettivo dichiarato resta quello di chiudere la partita entro la fine dell’anno, ma i precedenti regionali insegnano che i tempi di formazione delle giunte in Campania possono allungarsi sensibilmente quando gli equilibri politici risultano fragili.

Gli altri tasselli della maggioranza

Il resto della squadra appare più definito, seppure con alcune variabili. Alleanza Verdi e Sinistra punta su una rappresentanza femminile con deleghe ambientali e agricole. Italia Viva valuta più opzioni, mentre il Movimento 5 Stelle potrebbe confermare figure già impegnate nella campagna elettorale. Le liste civiche vicine al presidente Fico guardano invece a ruoli nelle commissioni consiliari più che a incarichi di giunta.

Un finale ancora aperto

Alla vigilia di Natale, la formazione della giunta resta sospesa tra telefonate, mediazioni e scelte politiche che segneranno l’avvio della nuova legislatura regionale. La partita, più che sui numeri, si gioca sulla capacità di definire un equilibrio credibile tra passato e futuro della Campania.

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