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Servizi sociali, Campania sotto la media nazionale tra spesa e copertura

I dati Cnel confermano criticità strutturali: investimenti bassi, copertura limitata e necessità di rafforzare il ruolo delle gestioni consortili.

I dati Cnel confermano criticità strutturali: investimenti bassi, copertura limitata e necessità di rafforzare il ruolo delle gestioni consortili

Campania fanalino di coda nella spesa sociale

La Campania si conferma tra le regioni con la spesa pro capite più contenuta per i servizi sociali comunali. Secondo la Relazione annuale 2025 del Cnel, la spesa media si ferma a 91 euro per abitante, ben al di sotto della media nazionale di 126 euro, cresciuta del 5% ma comunque inferiore all’inflazione. Un dato che colloca la regione, insieme alla Calabria, all’ultimo posto della graduatoria nazionale, evidenziando un divario persistente rispetto ai territori del Centro-Nord. Nonostante un incremento percentuale in alcune aree di intervento, la distanza strutturale resta ampia e incide direttamente sulla qualità e sull’accessibilità dei servizi per le fasce più fragili della popolazione.

Famiglia, minori e anziani: coperture ancora insufficienti

Entrando nel dettaglio delle funzioni sociali, la Campania presenta livelli particolarmente bassi nei servizi rivolti a famiglia e minori, con un’incidenza di utenti pari a 13,6, sebbene in aumento del 24%. Un dato che, pur segnalando un recupero, rimane distante dalle regioni più virtuose. Ancora più critica la situazione dei servizi per gli anziani: la Campania si colloca nelle ultime posizioni nazionali con appena 4,2 utenti ogni mille abitanti, nonostante una crescita del 13%. Si tratta di numeri che fotografano un sistema di welfare locale sotto pressione, chiamato a rispondere a bisogni crescenti con risorse limitate, in un contesto demografico e sociale sempre più complesso.

Il nodo delle consortili e la governance della spesa sociale

Alla luce di questi dati, emerge con forza il tema della governance dei servizi sociali e del ruolo delle gestioni consortili. In Campania, i consorzi e gli ambiti territoriali sociali rappresentano lo snodo fondamentale per programmare e rendere più efficace la spesa, superando la frammentazione comunale, soprattutto nei territori più piccoli. Una maggiore incisività delle strutture consortili consentirebbe non solo economie di scala, ma anche una pianificazione più coerente degli interventi, capace di intercettare risorse regionali, nazionali ed europee. Il rapporto Cnel suggerisce implicitamente che senza un rafforzamento di questi strumenti e senza una visione condivisa tra enti locali, il rischio è quello di perpetuare un welfare diseguale, dove il luogo di residenza continua a determinare la qualità dei diritti sociali. Per la Campania, la sfida è trasformare i timidi segnali di crescita in un cambiamento strutturale, capace di colmare il divario e garantire servizi adeguati a cittadini, famiglie e comunità.

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