Politiche sociali annunciate, aiuti promessi. Angri rosso di vergogna: voucher sociali ancora prigionieri della burocrazia
La solidarietà annunciata
C’era una volta il Natale, tempo di sostegno e attenzione per chi fatica ad arrivare a fine mese. Ad Angri, invece, resterà il ricordo dei voucher da 50 euro annunciati e non distribuiti per tempo, finanziati con fondi Covid ancora nelle casse comunali. Un aiuto minimo, simbolico, ma concreto, trasformato in una promessa che deve trovare ancora la sua giusta attuazione. Natale è passato, Capodanno trascorre oggi, e quei buoni restano ancora un elenco kafkiano, mentre famiglie e persone fragili continuano ad aspettare fiduciose di parole e comunicazioni istituzionali che davano il nulla osta alla distribuzione. Quando il bisogno è reale e urgente, l’assenza di risposte non è solo un ritardo: diventa un fallimento politico.
Comunicazione confusa e retromarce
Alla base della vicenda, si parla di comunicazione sbagliata o magari avventata. Postulati che ad Angri sembrano ormai fare parte di una specifica categoria amministrativa. L’assessora delegata Maria D’Aniello, in un audio inviato, pare nella chat dell’Amministrazione, e fatto successivamente circolare, avrebbe richiamato la propria maggioranza, accusata di essere stata precipitosa nell’annunciare pubblicamente la distribuzione dei voucher, facendo creare inutile coda davanti agli uffici comunali. Peccato che poi nulla sia accaduto. A rendere il quadro ancora più grottesco, il vocale testimonia di un’assessora stizzita nei confronti della ex maggioranza, comunicazioni di servizio spoilerate, richiami interni, rivendicazioni e nervosismi. Un’amministrazione che discute di paternità politiche, di un peloso consenso, mentre l’intervento sociale resta drammaticamente fermo al palo da un decennio.
Politiche sociali rosso di vergogna
Il problema vero, però, va oltre i voucher mancati. È l’idea stessa di politiche sociali che emerge da ben undici anni: frammentata, improvvisata, incapace di rispondere nei tempi giusti. Angri vive una disordinarietà ormai strutturale, dove anche l’azione più elementare e ordinaria diventa un percorso accidentato. Non riuscire a distribuire buoni da 50 euro nel periodo natalizio è un dato che pesa come un macigno ma è conseguenza di inadeguatezza di delega. Un paese che si tinge si di “Rosso” ma di vergogna. E a pagare, ancora una volta sono i cittadini lasciati soli, quelli deboli, invisibili.
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