In Consiglio comunale emergono silenzi e responsabilità mancate sull’impianto di via Campia, finanziato ma ancora non completata
Un’opera finanziata e mai conclusa
Angri. Spazi sospesi. L’isola ecologica di via Campia rappresenta uno dei casi più emblematici di opera pubblica avviata e mai completata i città. I fondi si sono esauriti, i lavori sono fermi e, a distanza di anni, non è stata data una spiegazione chiara e documentata sulle ragioni che hanno portato allo stallo del cantiere. Non si tratta di un evento certo imprevedibile, ma di una mancanza grave nella gestione e nel controllo dell’intervento come sostiene il consigliere Pasquale Mauri.
La denuncia in Consiglio comunale
La questione è stata sollevata nell’ultimo Consiglio comunale proprio dal consigliere di opposizione Pasquale Mauri, che ha messo in evidenza il malfunzionamento della macchina amministrativa e la debolezza politica emersa nel dibattito. In aula, il sindaco Cosimo Ferraioli non ha saputo fornire risposte esaurienti e precise, limitandosi a rinviare in maniera pilatesca agli uffici la questione, alimentando il dubbio dell’ennesimo scaricabarile creando per l’ennesima volta “imbarazzo istituzionale”.
Le parole di Mauri
«In Consiglio comunale è emerso che non lo sa il Sindaco, non lo sanno gli assessori. Solo quando ho sollevato ripetutamente il problema si è detto che “bisogna chiedere agli uffici” per capire cosa sia successo. È una situazione disarmante. Un’opera pubblica non può sparire nel nulla senza che nessuno se ne assuma la responsabilità» ha sostenuto Mauri dagli scranni.
Trasparenza e doveri amministrativi
Ancora Mauri ha aggiunto: «I cittadini hanno il diritto di sapere perché i lavori non sono stati completati, perché i fondi sono risultati insufficienti e chi avrebbe dovuto controllare. Chiedo all’amministrazione di destinare tempestivamente le risorse necessarie per completare l’opera e renderla finalmente fruibile. La trasparenza non è un favore. È un dovere».
Un problema strutturale di governo del territorio
La vicenda quella dell’isola ecologica di via Campia non appare come un episodio isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di opere incompiute che segnano la scarsa azione amministrativa guidata da Cosimo Ferraioli. Dall’area ex Inam di via Arnedi, ancora priva di una destinazione definita, all’area mercatale dell’ex scalo merci, rimasta incompleta e sottoutilizzata, al persistente degrado di Fondo Rosa Rosa, al Parco Urbano ancora cantiere fino alla mancata riqualificazione dell’area ex MCM, il territorio continua a fare i conti con progetti impolverati e mai realmente messi in campo.
Un insieme di interventi che, secondo l’opposizione, evidenzia una difficoltà strutturale nel portare a termine le opere pubbliche, nel controllare la spesa e nel garantire risultati concreti con effettivi benefici per il “sistema paese”. L’isola ecologica diventa quindi in maniera simbolica emblema di una lunga e logorante stagione amministrativa segnata da cantieri aperti, risorse sprecate e risposte che continuano a mancare nella trama narrante di una città messa in ginocchio da una classe politica che lascerà molti dubbi.
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