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Vertenza ASL Salerno, 600 lavoratori a rischio tra gare e incertezze (video)

Servizi esternalizzati e occupazione. Stallo nella trattativa tra azienda sanitaria e sindacati: la procedura di gara accende la protesta e apre un confronto in Regione.

Servizi esternalizzati e occupazione. Stallo nella trattativa tra azienda sanitaria e sindacati: la procedura di gara accende la protesta e apre un confronto in Regione

Una vertenza ancora senza soluzione

Resta in una fase di stallo la vertenza che coinvolge l’ASL Salerno e i lavoratori impiegati nei servizi di pulizia, ausiliariato e facchinaggio. Alla base della mobilitazione c’è la procedura di gara per l’assegnazione dei servizi, che sta alimentando una crescente preoccupazione tra i dipendenti. In gioco ci sono circa 600 posti di lavoro all’interno di una delle aziende sanitarie più grandi della Campania e tra le più rilevanti del panorama nazionale, con ricadute sociali che rischiano di essere pesanti sull’intero territorio.

Mediazioni rinviate e clima di tensione

Il confronto si è spostato anche sul piano istituzionale, con tentativi di mediazione in Regione dopo una lunga serie di incontri fissati, rinviati e nuovamente rimessi in discussione. Le agitazioni dei lavoratori hanno scandito una fase complessa, segnata dall’assenza di certezze e da un dialogo che fatica a produrre risultati concreti. I sindacati denunciano una gestione frammentaria della vertenza e chiedono un cambio di passo che consenta di superare l’emergenza.

Occupazione e clausole di salvaguardia

Secondo le organizzazioni sindacali, la situazione ha ormai raggiunto un livello di gravità che impone soluzioni strutturali e non interventi tampone. Tra le ipotesi sul tavolo c’è la ricollocazione del personale, nonostante dal 2022 la figura dell’ausiliariato non sia più prevista, essendo stata sostituita dagli operatori sociosanitari. La direzione generale dell’ASL ritiene che l’apertura di nuovi presidi sanitari possa consentire l’impiego di questi lavoratori nei servizi di pulizia e logistica. Restano però aperte diverse opzioni, comprese le clausole di salvaguardia occupazionale, che saranno discusse in Consiglio regionale anche con il presidente Roberto Fico, il quale ha auspicato una soluzione concreta e definitiva della vertenza.

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Gerardo Vicidomini

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