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Pagani e raccolta differenziata, i numeri raccontano le scelte

Gestione rifiuti. Dal 42 per cento al 14: dati, modelli gestionali e responsabilità politiche nella storia recente del servizio rifiuti

Gestione rifiuti. Dal 42 per cento al 14: dati, modelli gestionali e responsabilità politiche nella storia recente del servizio rifiuti

La raccolta differenziata come indicatore amministrativo

La raccolta differenziata rappresenta uno degli indicatori più oggettivi della qualità amministrativa di un ente locale. A Pagani, i dati storici mostrano un’evoluzione chiara e difficilmente contestabile. Con la nascita dell’ASPA e successivamente SAM, durante il sindacato di Salvatore Bottone, in appena sei mesi la percentuale di differenziata passò dal 18 al 32 per cento. Un incremento significativo, ottenuto in una fase di emergenza e con una struttura pubblica appena costituita, che dimostrò fin da subito capacità organizzativa e rapidità di risposta.

Il massimo storico e il modello pubblico

Successivamente, sotto l’amministrazione di Alberico Gambino, il dato raggiunse il 42 per cento, massimo storico cittadino. Un risultato che consolidò il modello pubblico di gestione dei rifiuti, rafforzando l’idea di una struttura in grado di produrre risultati concreti e misurabili nel tempo. Numeri che, ancora oggi, rappresentano un riferimento nel confronto con le fasi successive della gestione del servizio.

Il ritorno all’esternalizzazione e il crollo dei dati

Nonostante questi risultati, il modello pubblico è stato progressivamente dismesso, con il ritorno all’affidamento esterno del servizio. Durante l’amministrazione guidata dal sindaco Raffaele De Prisco, la percentuale di raccolta differenziata è progressivamente scesa fino a toccare il 14 per cento. Parallelamente, la TARI è aumentata e i disservizi sono diventati un tema ricorrente nel dibattito cittadino, alimentando malcontento e critiche da parte della comunità.

Il nuovo assetto e l’assenza di segnali positivi

Da circa sei mesi è stato avviato un nuovo assetto organizzativo. Tuttavia, allo stato attuale, non si registrano effetti migliorativi concreti. Il sistema appare problematico e complesso, accompagnato da una comunicazione poco chiara e da difficoltà operative evidenti. Il confronto temporale risulta netto: nei primi sei mesi di attività della struttura pubblica si registrarono incrementi significativi, mentre oggi, dopo un analogo periodo di riorganizzazione, non emergono segnali di inversione di tendenza.

Le valutazioni e il richiamo ai dati

Secondo l’ex consigliere comunale Vincenzo Calce, negli ultimi cinque anni la gestione dei rifiuti a Pagani ha attraversato una fase di continui cambiamenti e scelte strutturali rilevanti. Dalla gestione pubblica, che aveva mostrato una crescita costante della raccolta differenziata, si è passati a un sistema esternalizzato che non ha prodotto risultati migliorativi misurabili. Calce sottolinea come i cittadini abbiano assistito all’aumento della TARI, al calo della differenziata e all’affermarsi di un modello percepito come complesso e poco trasparente.

Numeri, memoria e responsabilità

Il 14 per cento, evidenzia Calce, non è solo una percentuale: significa minori benefici ambientali, minori entrate derivanti dai conferimenti differenziati e un maggiore peso economico per la collettività. Il confronto con i primi sei mesi della gestione pubblica resta emblematico e impone oggi una spiegazione politica chiara. Non si tratta di una valutazione ideologica, ma di una lettura dei dati, che rappresentano la memoria amministrativa della città e il metro più oggettivo delle scelte compiute.

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