Politica locale. Forno crematorio: il consigliere di minoranza Roberto Marrazzo commenta la mancata nomina del commissario ad acta e rilancia il confronto politico
Il Tar rinvia, resta aperto il confronto politico
«Mi dispiace tediarvi ancora con la questione del forno crematorio, però in settimana è accaduto un fatto importante». Con queste parole Roberto Marrazzo, consigliere comunale di minoranza a Sant’Egidio del Monte Albino, interviene nel suo spazio video settimanale, dopo la decisione del Tar Napoli di non nominare il commissario ad acta richiesto dal concessionario Azimut per dare esecuzione alla sentenza del tribunale amministrativo e alla successiva pronuncia del Consiglio di Stato.
Il Comune si è costituito in giudizio e la causa è stata rinviata al 27 maggio. «Oggettivamente non esistevano le condizioni per la nomina del commissario ad acta», spiega Marrazzo, chiarendo che il funzionario avrebbe dovuto limitarsi a inserire l’impianto di Sant’Egidio del Monte Albino nell’elenco dei forni già esistenti. La mancata nomina, secondo il consigliere, produce un effetto politico rilevante: «Il risvolto pratico è che la discussione resta sul livello politico e non esclusivamente burocratico».
I numeri della provincia e l’“irragionevolezza” del piano
Marrazzo entra nel merito del piano regionale, parlando apertamente di «irragionevolezza». In Provincia di Salerno, ricorda, il piano originario prevedeva due forni esistenti, a Montecorvino e Cava de’ Tirreni, più uno da realizzare nel capoluogo o nella zona sud. Successivamente, però, tra inserimenti e aggiornamenti, si sarebbe arrivati a considerare quattro impianti già esistenti, includendo Sant’Egidio del Monte Albino e Bellizzi.
«Rimanendo anche il forno da realizzare a Salerno, la provincia avrebbe cinque forni per 1.100.000 abitanti», sottolinea Marrazzo. Il confronto con altri territori è il punto centrale della critica: «Napoli, che ha tre volte gli abitanti della provincia di Salerno, ne avrebbe tre; Caserta, con circa 100.000 abitanti in meno rispetto a Salerno, ne avrebbe addirittura uno». Numeri che, secondo l’esponente di minoranza, impongono una seria riflessione politica prima che tecnica.
La responsabilità del Comune e l’apertura al dialogo
Guardando ai prossimi mesi, Roberto Marrazzo ribadisce che il tempo fino al 27 maggio dovrà essere utilizzato «per continuare l’interlocuzione politica con i consiglieri regionali» ma anche per affrontare la questione a livello comunale. «Non mi stancherò mai di ribadirlo: è l’amministrazione comunale di Sant’Egidio del Monte Albino, il consiglio comunale, a dover risolvere eventualmente con l’estrema ratio della revoca questa problematica».
Infine, il passaggio che apre al confronto con il concessionario. «Siamo sicuri che diverrà a più miti pretese e sarà più disponibile a un colloquio», afferma Marrazzo, richiamando l’aggiudicazione di un appalto da circa 6 milioni di euro per la ristrutturazione del mercato ortofrutticolo. «Credo che si sederà al tavolo e non farà mancare la sua disponibilità verso una comunità e verso un’amministrazione che nei suoi confronti è stata quantomeno generosa». Una chiusura che sottolinea come, oltre alle aule giudiziarie, la partita resti profondamente ancorata sulla questione politica e su quella istituzionale.
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