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Editoria sempre più in crisi. Credito d’imposta carta escluso dal Milleproroghe

Salta la proroga del credito d’imposta per la carta, resta solo il rimborso spedizioni: scontro tra governo e settore editoriale

Salta la proroga del credito d’imposta per la carta, resta solo il rimborso spedizioni: scontro tra governo e settore editoriale

Stop al credito d’imposta, resta il rimborso spedizioni

Dal Decreto Milleproroghe scompare la proroga del credito d’imposta per l’acquisto della carta destinata alle imprese editrici di quotidiani e periodici. L’emendamento bipartisan che prevedeva l’estensione del beneficio fino al 2028, con un incremento di risorse pari a 40 milioni di euro, è stato assorbito in una riformulazione approvata dalle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, che ha mantenuto esclusivamente la proroga del rimborso a Poste Italiane per le spedizioni dei prodotti editoriali.

Il credito d’imposta garantiva un contributo pari al 30% delle spese sostenute, entro un tetto massimo di 60 milioni di euro annui. La misura sulle spedizioni continuerà invece dal primo maggio fino al 31 dicembre 2031, con un limite di 30 milioni di euro all’anno. La mancata copertura finanziaria ha impedito il rinnovo del sostegno fiscale sulla carta, considerato strategico da molte imprese del settore.

Scontro politico e richiesta di riforma

La decisione ha innescato la protesta di editori, associazioni di categoria e sindacati dei giornalisti, che parlano di un colpo al sistema dell’informazione, in particolare a quella di qualità. Il nodo centrale resta l’utilizzo delle risorse pubbliche e la necessità di sostenere i ricavi delle aziende editoriali, anche attraverso strumenti come un possibile bonus informazione e incentivi alle nuove assunzioni.

Sul fronte governativo, il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini ha respinto le accuse, ricordando le misure già varate nell’ultimo anno per oltre 120 milioni di euro, comprese quelle previste dal Fondo per l’editoria e dagli incrementi stabiliti in legge di bilancio. Il tema si intreccia con l’appello rivolto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e con la proposta del presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, di avviare una riforma complessiva del settore.

L’ipotesi è quella di una nuova legge di sistema capace di affrontare in modo strutturale finanziamenti, transizione digitale, innovazione, turnover e pluralismo, in un contesto segnato dalla crisi della carta stampata e dalla trasformazione del mercato dell’informazione. Il confronto resta aperto, mentre il settore chiede certezze e interventi stabili per garantire sostenibilità economica e tutela del pluralismo.

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