Verso le amministrative. Fermento politico in città: due profili in evidenza mentre la maggioranza uscente cerca ancora il candidato
Alfonso Scoppa tra esperienza e ritorno alla normalità
Ad Angri il clima politico è in pieno fermento e, tra i profili che al momento sembrano godere di maggiore vantaggio nella corsa alle prossime amministrative, spicca quello di Alfonso Scoppa. Non si tratta di un volto nuovo per la politica angrese: già consigliere comunale nella metà degli anni dieci, Scoppa è un professionista stimato che ha maturato esperienza istituzionale e ha referenziate skill oltre a una approfondita conoscenza della macchina amministrativa.
La sua eventuale candidatura viene letta da alcuni come la possibilità di riportare l’azione amministrativa verso una gestione più competente, ordinaria e stabile, dopo circa undici anni segnati da tensioni politiche e da un diffuso senso di difficoltà nella gestione della città e della stessa macchina amministrativa. Il suo percorso, sembra essere costruito con modalità più misurate e dialoganti, potrebbe favorire l’aggregazione di liste civiche e realtà già strutturate, offrendo un riferimento riconoscibile a un elettorato in cerca di equilibrio e competenza.
Bruno Cirillo e il profilo critico – amministrativo
Diverso l’approccio di Bruno Cirillo, che negli ultimi mesi ha fatto letteralmente irruzione con decisione in uno scenario politico considerato da molti appannato tra omissioni e una gestione amministrativa dubbiosa. La sua presenza si è distinta per l’attenzione puntuale ai processi amministrativi e per un lavoro di analisi degli atti prodotti sotto la guida del sindaco uscente Cosimo Ferraioli, attività che ha alimentato un confronto acceso nei diversi settori della macchina comunale.
Una sua candidatura a oggi rappresenterebbe il riconoscimento di un impegno critico concentrato su oltre due lustri di contestabile produzione amministrativa, tra interventi irrealizzati e questioni rimaste irrisolte. Sullo sfondo resta ancora da sciogliere il nodo del candidato della maggioranza uscente, oggi definibile la “maggioranza dei casati”, chiamata a confrontarsi con il rischio politico di un passaggio elettorale complesso e con la necessità di giustificare le “non scelte” e mancati interventi in una città che richiede oggi una nuova fase di programmazione e rilancio con replichi l’abominevole progetto Ferraioli.
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