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Angri verso il voto. Alfonso, Bruno, Pasquale e Vincenzo…

Verso le elezioni. Dopo il decennio Ferraioli si apre una fase nuova: quattro nomi e la sfida della normalità amministrativa

Verso le elezioni. Dopo il decennio Ferraioli si apre una fase nuova: quattro nomi e la sfida della normalità amministrativa

Quattro nomi per voltare pagina

Alfonso, Bruno, Pasquale e Vincenzo… insieme rappresenterebbero, almeno sulla carta, una sintesi credibile per il futuro della città di Angri. Oppure, ciascuno per conto proprio, conserva l’ambizione di amministrare un paese che esce malridotto da un decennio giudicato da molti tra i più difficili della sua storia recente. Ai nastri di partenza si dovrebbero ritrovare: Alfonso Scoppa, Pasquale Mauri, Vincenzo Ferrara e l’ultimo entrato Bruno Cirillo, profili differenti ma accomunati da competenze diverse e da una riconosciuta sensibilità politica che potrebbe far trarre giovamento ad Angri oggi mortificata e in cerca di un ordinario equilibrio.

Già immaginare una ordinaria amministrazione dopo l’era “nientista” del sindaco Cosimo Ferraioli rappresenterebbe, per molti, un atto di coraggio e un nuovo patto di lealtà con i cittadini, che in questi dieci anni hanno continuato a pagare senza fiatare tributi a fronte di servizi spesso carenti talvolta inesistenti: manutenzione stradale insufficiente, raccolta differenziata problematica, controlli assenti soprattutto nelle periferie, queste simbolo di abbandono totale.

Necessità di normalità

Non servono programmi monumentali destinati a restare slogan. Servono persone concrete, non figure percepite come espressione di mera sopravvivenza politica figlie di tifosi delle elezioni. Occorrono certezze, atti di indirizzo chiari e un rinnovamento profondo della macchina comunale, segnata da anni di conflitti interni che ne hanno minato l’efficienza.

Viene in mente l’ironia amara di Ennio Flaiano, quando affermava come l’eccezione finisca per diventare normalità. Il rischio, per Angri, è proprio questo: di aver accettato come ordinario ciò che non lo è mai stato per incapacità. Eppure, facendo di necessità virtù, si può cercare di guardare con prudente ottimismo oltre il 24 maggio, nella speranza che la prossima stagione amministrativa sia segnata da stabilità, competenza e senso di responsabilità e delle istituzioni.

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Luciano Verdoliva
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