Elezioni ad Angri “Noi Moderati” sceglie Mazzola e si consuma la frattura con Ferraioli
La scelta di Noi Moderati e il nuovo asse politico
Ad Angri si entra nel vivo della fase pre – elettorale e arrivano i primi segnali concreti di ridefinizione degli equilibri politici. Il gruppo consiliare “Noi Moderati”, espressione dell’ex maggioranza, rompe gli indugi e annuncia il sostegno alla candidatura a sindaco del dottor Massimiliano Mazzola.
Una scelta che segna, di fatto, una distanza politica dal sindaco uscente Cosimo Ferraioli, aprendo una nuova fase. Nella nota ufficiale, i consiglieri Carmela Fattoruso, Diana D’Antuono e Giuseppe Del Sorbo parlano di un cambio di prospettiva: «È con rinnovato entusiasmo che accogliamo la nascita di un progetto civico fondato su principi di progettualità concreta e inclusione di tutte le comunità cittadine. Un progetto che abbiamo deciso di sostenere con la candidatura a Sindaco del dottor Massimiliano Mazzola».
Un progetto civico tra inclusione e stabilità
La posizione del gruppo si inserisce in una narrazione che punta su responsabilità e superamento delle divisioni. «Questa scelta nasce dalla volontà di anteporre l’interesse della comunità a ogni divisione politica, contribuendo in modo responsabile alla stabilità amministrativa e al buon governo della città», si legge ancora nella nota.
L’orizzonte è quello della costruzione di un contenitore civico ampio, capace di coinvolgere più energie possibili. «Inizia un nuovo percorso, fatto di ascolto e confronto sincero. Con la lista “Noi Angri – Radici e Futuro”, daremo il nostro contributo per costruire un progetto in grado di valorizzare esperienze, competenze e risorse», dichiarano i consiglieri, sottolineando l’apertura «alle forze politiche, ai giovani, alle realtà associative e a ogni cittadino».
Il “pianto del cigno” di Ferraioli e le tensioni nella ex maggioranza
Parallelamente, il clima politico si accende anche sul fronte social. Il sindaco uscente Cosimo Ferraioli, con un intervento aspro definito da alcuni come un patetico “pianto del cigno” farcito di vittimismo, ha rialimentato tensioni mai sopite all’interno della sua ormai ex maggioranza.
Una presa di posizione che, invece di ricompattare, ha generato irritazione, soprattutto in un’altra area politica riconducibile a Christian Montella, anch’egli proveniente dall’orbita dell’ex coalizione di governo. Il tono e i contenuti del messaggio hanno finito per mettere in evidenza le fragilità di un’amministrazione che, secondo i critici, sarebbe stata sostenuta per undici anni su equilibri precari.
La replica: responsabilità politiche e mancanza di visione
Dura la replica affidata a una nota politica del gruppo Progetto Civico Italia – Angri che entra nel merito della gestione amministrativa e del clima politico cittadino. «Caro Sindaco, seppur siamo un movimento da poco venutosi a creare, ci sentiamo in dovere di rispondere a questo tuo post manifestandoti la nostra visione».
Il passaggio più incisivo riguarda proprio il bilancio degli undici anni di governo: «Undici anni sono un tempo lungo. Abbastanza lungo non solo per governare, ma anche per costruire, formare, coinvolgere, far crescere una comunità politica e una classe dirigente all’altezza delle sfide di una città come Angri».
E ancora: «Se oggi – come viene detto – manca un’alternativa forte, una visione condivisa, una proposta strutturata, allora una domanda è inevitabile: di chi è anche questa responsabilità?».
Un sistema politico in affanno
Nella nota emerge una critica più ampia al modello politico che ha caratterizzato l’ultimo decennio. «Governare non significa solo amministrare l’ordinario o resistere agli attacchi. Significa anche creare le condizioni affinché il confronto democratico cresca».
Il nodo è quello del dibattito politico, ritenuto stagnante: «Se dopo undici anni il dibattito politico è ancora, purtroppo, fermo agli scontri personali e alla retorica, allora è evidente che qualcosa non ha funzionato fino in fondo».
Verso il voto tra rotture e nuove dinamiche
La fase che si apre ad Angri appare dunque segnata da una duplice dinamica: da un lato la nascita di nuovi contenitori civici e alleanze, dall’altro il regolamento di conti interno a una maggioranza ormai dissolta.
«Non serve cercare capri espiatori. Serve assumersi, tutti, le proprie responsabilità», si legge nella parte finale della nota, che invita a spostare il confronto sui contenuti: «I prossimi mesi non devono essere il tempo dei bilanci polemici, ma quello delle proposte».
Un passaggio che chiude con un richiamo istituzionale: «E non possiamo pensare che un sindaco uscente non possa voler bene alla propria città». Una frase che sintetizza il clima attuale: politico, teso e ancora in cerca di una direzione chiara.
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