Ad Angri regna incertezza sulle coalizioni: tra scontri interni e liste instabili, il programma elettorale resta in secondo piano
Coalizioni incerte e programmi assenti
Ad Angri tutti alla carlona. Regna ancora incertezza nella composizione delle coalizioni che dovranno presentarsi ai cittadini. Il dopo Cosimo Ferraioli si preannuncia come una lunga fase di elaborazione politica, anche perché, nel tentativo di costruire le compagini elettorali, si sta inevitabilmente trascurando quello che dovrebbe essere l’elemento centrale: il programma.
Il cosiddetto “mercato delle vacche” continua a caratterizzare la scena politica locale, con schieramenti ballerini e composizioni spesso improbabili che prevalgono su qualsiasi ragionamento programmatico. Si parla più di candidature e assetti che di contenuti, mentre il confronto sui temi reali del territorio resta marginale.
Tensioni interne e resa dei conti
In questo contesto si inseriscono anche le recenti esternazioni del sindaco Cosimo Ferraioli, che, al di là delle letture politiche, mettono in luce le contraddizioni della fase post-Covid. Si discute poco delle criticità del territorio e molto di equilibri interni, quasi in una logica di “casting” politico per mutuare dai social.
Si apre così una stagione segnata da vendette, mancate opportunità e regolamenti di conti, soprattutto all’interno della maggioranza. La decisione di esautorare le assessore Mariagiovanna Falcone e Maria Immacolata D’Aniello, vicine al gruppo composto da Carmen Fattoruso, Giuseppe Del Sorbo e Diana D’Antuono, ora schierato con Massimiliano Mazzola, rappresenta un atto politico forte, ma tardivo. Una scelta che evidenzia un malessere radicato da anni e che ha inciso profondamente sulla vita amministrativa cittadina.
Cinque schieramenti e quadro frammentato
Sul fronte delle alleanze sembrano delinearsi almeno cinque schieramenti: quello riconducibile all’ex maggioranza con la probabile discesa in campo di Maddalena Pepe, uno legato all’ex sindaco Pasquale Mauri, un altro vicino ad Alfonso Scoppa, quindi l’area che sostiene Massimiliano Mazzola e, infine, una possibile aggregazione alternativa che potrebbe trovare nel nome di Eugenio Lato un punto di riferimento per il voto di dissenso. Non tramonta l’ipotesi del “campo largo” che potrebbe avere un nuovo slancio nelle prossime ore dalle primarie che non sono del tutto state accantonate.
Un quadro ancora incerto ma preoccupante, che evidenzia come, negli anni, la politica locale non sia riuscita a strutturarsi in modo solido, lasciando spazio a dinamiche frammentate e poco incisive proprio nel momento in cui servirebbero visione e organizzazione.
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