A 47 giorni dal voto, tensione alta durante la seduta sul bilancio: il sindaco uscente rivendica l’operato e accusa l’opposizione
Scontro in aula sul bilancio
“A 47 giorni dal voto, dopo 11 anni, il problema di alcuni consiglieri di opposizione non è il futuro della città, ma sono sempre io”. Con queste parole Cosimo Ferraioli, sindaco di Angri, ha aperto il suo intervento nell’ultimo Consiglio comunale dedicato anche all’approvazione del bilancio.
Un passaggio diretto, dai toni accesi, rivolto al consigliere comunale e candidato sindaco Pasquale Mauri, in un clima già segnato dalla campagna elettorale imminente. Il primo cittadino ha rivendicato il proprio operato amministrativo, sottolineando di aver dedicato “11 anni della propria vita” alla città, con “onore e orgoglio”, respingendo al contempo ogni accusa mossa dall’opposizione che tra l’altro non sedeva al completo negli scranni.
“Fatti oggettivi”: il riferimento al cantiere di Corso Italia
Nel cuore del suo intervento, Ferraioli ha insistito più volte su quelli che ha definito “fatti oggettivi”, precisando di non esprimere opinioni ma di limitarsi a riportare circostanze concrete. Un riferimento che, nel dibattito politico cittadino, richiama chiaramente la vicenda del sequestro del cantiere di Corso Italia condizionandone pesantemente la rigenerazione urbana.
Secondo il sindaco, infatti, sarebbe stata un’azione riconducibile a Pasquale Mauri a determinare il blocco dei lavori, con conseguenze rilevanti per la città. “Hai bloccato la città per mesi, non me”, ha dichiarato, aggiungendo che numerosi cittadini si sarebbero rivolti a lui preoccupati, temendo disagi e ripercussioni nella vita quotidiana dopo il clamoroso sequestro del cantiere.
L’attacco politico e la difesa dell’azione amministrativa
Nel prosieguo dell’intervento, Ferraioli ha accusato l’avversario di agire per “livore e rancore”, sostenendo che i cittadini abbiano già espresso in passato la loro fiducia attraverso il voto. Ha inoltre evidenziato, a suo dire, l’assenza di proposte concrete da parte dell’opposizione, interrogandosi su quale contributo sia stato dato in termini di atti e iniziative per la città. Ferraioli ha poi ribadito un principio cardine della sua visione amministrativa: governare significa compiere scelte, anche impopolari. “Non si amministra per il consenso – ha affermato – ma assumendosi ogni giorno la responsabilità di decidere”, rivendicando così la linea seguita durante il proprio mandato, seppure discutibile sotto certi punti di vista.
Verso le elezioni: clima sempre più teso
L’intervento ha alimentato ulteriormente la tensione in un contesto politico sempre più acceso in vista delle prossime elezioni amministrative. A meno di due mesi dal voto, il confronto tra maggioranza e opposizione si fa sempre più diretto, trasformando anche le sedi istituzionali in terreno di scontro politico. Un clima che lascia presagire, senza troppi sotterfugi, una campagna elettorale particolarmente dura, con toni accesi, in cui le questioni amministrative si intrecciano con accuse reciproche e rivendicazioni di responsabilità tutto a danno di un paese che ormai “non c’è più”.













