A pochi giorni dalla presentazione delle liste cambia la geografia politica: Scoppa accelera, Pepe resta, sfida aperta sul futuro della città
Equilibri in movimento e strategie ricalibrate
A una settimana dalla presentazione delle liste per le amministrative, ad Angri si ridefinisce clamorosamente una nuova ridistribuzione dei carichi politici all’interno delle alleanze. Il candidato sindaco Massimiliano Mazzola ritira la sua candidatura e decide di sostenere Alfonso Scoppa nella corsa alla carica di primo cittadino. Una scelta formalizzata con una nota congiunta, che di fatto proietta l’ex consigliere comunale e commercialista — nonché nipote dell’ex sindaco Pasquale Mauri — in una posizione di netto vantaggio nella competizione elettorale.
La decisione di Mazzola non si traduce però in un arretramento politico: anzi, viene rivendicata come un cambio di passo strategico, finalizzata alla costruzione di un progetto strutturato, nel quale lo stesso Mazzola resterà centrale nella futura vita amministrativa, apportando un contributo esperienziale che punta a incidere nella definizione degli equilibri e delle scelte politiche e amministrative.
Candidature confermate e programmi ancora da scrivere
Resta ferma sulle proprie posizioni, senza ulteriori scossoni, Maddalena Pepe, già presentatasi alla Casa del cittadino come espressione della maggioranza uscente. Ora si entra nella fase più concreta, con la presentazione delle liste e la discesa in campo di un esercito variegato di aspiranti consiglieri, chiamati a costruire il consenso necessario per determinare il prossimo sindaco dopo gli undici anni di amministrazione guidata da Cosimo Ferraioli. Un ciclo lungo e molto discusso, che impone oggi una revisione sostanziale di programmi e visione politica da parte di tutti.
Mauri già avanti nella costruzione del consenso
Anche l’ex sindaco Pasquale Mauri si muove su un piano diverso, meno esposto mediaticamente ma decisamente avanzato sul piano organizzativo. Con la sua macchina organizzativa da diverse settimane ha già chiuso parzialmente la composizione delle liste e definito un perimetro di alleanze strutturate, anticipando di fatto i tempi rispetto ai suoi competitori. Una strategia che punta a consolidare su una base elettorale già riconoscibile e a presentarsi con un assetto politico definito, evitando le fibrillazioni dell’ultima ora. Mauri, forte della sua esperienza amministrativa, prova così a riposizionarsi come figura di equilibrio e di transizione in un contesto ancora confuso, giocando d’anticipo su contenuti e squadra e sempre alieno alle trattative “random” che hanno caratterizzato le ultime ore. Bisogna ora capire se questa impostazione, più lineare e meno esposta agli scossoni delle “ultime trattative”, riuscirà a tradursi in un reale vantaggio nella fase culminante della breve ma intensa campagna elettorale.
Una città da ricostruire oltre le alleanze
Il passaggio attuale obbliga tutte le coalizioni — nuove e consolidate — a cambiare marcia e proporre contenuti credibili, anche se non programmati nel tempo, poco discussi e ragionati, che siano effettivamente capaci di produrre una seria rottura con un passato percepito da molti come segnato da un progressivo degrado sociale. Toccherà ai tre candidati, dopo questa ulteriore fase di consolidamento, dimostrare di saper di avere i “tools” e di andare oltre le logiche di schieramento rimettendo al centro del sistema paese una normalità amministrativa che la città reclama ormai da tempo. Non basteranno equilibri di vertice o accordi dell’ultima ora: servirà una concreta proposta politica che in base all’“ascissa politica” convinca, senza scorciatoie e senza compromessi numerici. Si sta voltando pagina sperando in meglio o appunto in una “normale normalità”.
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