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De Prisco Taccia un resoconto finanziario dettagliato e rivendica il risanamento dei conti comunali

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Il peso del passato e la sfida del dissesto

Nel suo consueto aggiornamento social, il sindaco di Pagani Raffaele Maria De Prisco ha tracciato un quadro articolato della situazione economico – finanziaria del Comune, soffermandosi in particolare sul percorso di uscita dal dissesto. Un passaggio che lo stesso primo cittadino definisce “tutt’altro che semplice”, richiamando le condizioni iniziali del suo mandato.

“Quando mi sono candidato — ha spiegato — sapevo che non sarebbe stato un compito facile. In campagna elettorale non ho fatto promesse faraoniche: dissi chiaramente che Pagani era una città sottozero e che già riportarla allo zero sarebbe stato un grande risultato”. Un’affermazione che trova riscontro nei numeri citati dal sindaco: all’insediamento, l’ammontare dei debiti ammessi alla liquidazione sfiorava i 30,4 milioni di euro. Una cifra che, nelle parole di De Prisco, rendeva il compito “gravoso, quasi da curatori fallimentari”. Non a caso, ha ricordato, molti osservatori avevano scommesso su una durata breve del suo mandato, ritenendo insormontabile lo scoglio del dissesto.

I numeri del risanamento e il riconoscimento istituzionale

Nel prosieguo del suo intervento, il sindaco ha rivendicato i risultati raggiunti, attribuendoli a un lavoro corale che ha coinvolto amministrazione, dipendenti comunali e organismi di gestione straordinaria del debito.

“Oggi possiamo dire di essere usciti dal dissesto — ha affermato — e che la maggior parte dei debiti è stata pagata”. Un dato che, secondo quanto riferito, troverebbe conferma anche nella relazione finale dell’Organo Straordinario di Liquidazione, definita “seria e puntuale”. A rafforzare questa narrazione, anche il riferimento ai complimenti ricevuti dal Ministero dell’Interno, sia per la parte politica sia per quella burocratica.

Ma è soprattutto sui numeri aggiornati che De Prisco ha voluto insistere: una cassa disponibile pari a circa 24,9 milioni di euro, entrate complessive al 31 dicembre 2025 per oltre 54,7 milioni e uscite per circa 29,8 milioni, con un saldo attivo che sfiora i 25 milioni di euro. Un risultato significativo, pur con le dovute precisazioni: “Questo non significa poter fare spese folli — ha chiarito — perché una parte delle risorse è vincolata alle opere pubbliche già programmate”.

Tra rivendicazione politica e prospettive future

Il tono del discorso del sindaco oscilla tra rivendicazione e prospettiva. Da un lato, la difesa di scelte amministrative definite “impopolari ma necessarie”; dall’altro, l’apertura a una fase nuova, in cui si possano finalmente vedere anche effetti più tangibili per la città. “Ho fatto il letto per chi verrà — ha dichiarato — e anche per me stesso, se dovessi essere rieletto. Come un buon padre di famiglia, ho pensato prima a togliere i debiti”. Una metafora che sintetizza l’approccio prudenziale rivendicato durante il mandato.

Non manca un passaggio politico più diretto: De Prisco sottolinea di non aver mai inseguito il consenso, sostenendo che farlo lo avrebbe reso “un sindaco mediocre”. Una posizione che rafforza l’immagine di amministratore “oculato e di prospettiva”, ma che implicitamente chiama in causa le amministrazioni precedenti, accusate di non aver affrontato il nodo del debito per ragioni di opportunità politica.

Dal punto di vista critico, resta tuttavia un elemento da considerare: il risanamento finanziario, per quanto fondamentale, non sempre si traduce immediatamente in percezione positiva da parte dei cittadini. Lo stesso sindaco ammette che i numeri “non danno valenza estetica”, riconoscendo quindi una distanza tra equilibrio contabile e qualità della vita urbana.

La sfida, ora, sarà proprio questa: trasformare la stabilità economica in servizi, opere e opportunità concrete. “Completiamo l’opera”, ha concluso De Prisco, lasciando intendere che il prossimo passaggio sarà quello di tradurre i conti in risultati visibili. Un banco di prova decisivo, soprattutto in vista delle future scadenze elettorali.

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Luciano Verdoliva
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