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Tagli ai servizi sociali, fasce deboli abbandonate: scontro ad Angri

Tagli ai servizi sociali, anziani lasciati soli: scontro ad Angri. Riduzione dell’assistenza domiciliare ADA e dell’ADH: polemica sulle scelte dell’amministrazione uscente

Tagli ai servizi sociali, anziani lasciati soli: scontro ad Angri. Riduzione dell’assistenza domiciliare ADA e dell’ADH: polemica sulle scelte dell’amministrazione uscente

Servizi ridotti e fondi insufficienti

Angri. La consortile Comunità Sensibile, sulla base dei fondi trasferiti dal Comune, mediante apposta graduatoria, ha ridotto in modo drastico i servizi di assistenza domiciliare agli anziani, detto ADA e il servizio ADH. Una scelta che appare tutt’altro che improvvisa, ma piuttosto la conseguenza diretta di risorse giudicate insufficienti già in fase di programmazione e trasferimento da parte dell’ente Comune e dai servizi sociali.

Il risultato è un ridimensionamento netto di servizi considerati essenziali: saranno appena 25 i cittadini che potranno beneficiare di prestazioni fondamentali per la quotidianità. Un numero che lascia scoperta una platea ben più ampia, composta da anziani, persone fragili e nuclei economicamente svantaggiati. Senza supporto materiale, queste fasce rischiano di essere progressivamente escluse da qualsiasi forma di assistenza strutturata.

Il nodo politico e le responsabilità amministrative

Il caso apre inevitabilmente un fronte politico, puntando il dito contro l’assenza di una pianificazione economica adeguata. Secondo le ricostruzioni, il “cortocircuito” nasce proprio dalla mancanza di una visione strategica nelle politiche sociali portate avanti dall’amministrazione uscente guidata da Cosimo Ferraioli. Una gestione discutibile che, nei fatti, avrebbe sottovalutato il fabbisogno reale dell’utenza interessata, trasferendo risorse non sufficienti alla consortile d’ambito incaricata di erogare i servizi. Il risultato ha prodotto un sistema che si inceppa proprio nel momento in cui dovrebbe garantire protezione ai più vulnerabili, trasformando un diritto in un servizio contingentato.

L’attacco di Testa e i casi nelle periferie

Sullo sfondo a rendere ancora più evidente e drammatica la situazione è l’intervento dell’ex assessore alle politiche sociali Emilio Testa, persona portatrice di disabilità e non deambulante, da sempre impegnato in prima persona su queste questioni. “È assurdo che il Comune non programmi e stanzi fondi adeguati per le fasce deboli”, afferma senza mezzi termini, denunciando una gestione che definisce insensata, priva di logica e prospettiva. Testa parla apertamente di “politiche sociali senza ragionamento, senza visione e soprattutto senza competenze, senza un atto d’indirizzo politico”, sottolineando come le conseguenze siano già drammaticamente evidenti sul territorio. In particolare nelle periferie emergono situazioni sempre più critiche, con persone lasciate di fatto al proprio destino e senza alcuna assistenza.

Una denuncia che va oltre la polemica politica e pone una questione concreta: senza una revisione immediata delle priorità e delle risorse, il rischio è che il sistema e la rete sociale della città continui a perdere pezzi, lasciando indietro proprio chi avrebbe più bisogno di sostegno. Altro che modo favoloso prospettato dalla assessora uscente.

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Luciano Verdoliva
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