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Pagani. Sullo scioglimento Nitto replica a Gambino tra accuse e rivendicazioni

Botta e risposta sullo scioglimento e sulla gestione amministrativa: al centro il passato politico e la pianificazione urbanistica

Botta e risposta sullo scioglimento e sulla gestione amministrativa: al centro il passato politico e la pianificazione urbanistica

Attacco diretto e memoria politica

Si rianima il confronto politico a Pagani tra Davide Nitto e l’onorevole Alberico Gambino, già sindaco della città, con una replica dai toni netti che riporta al centro il tema dello scioglimento del consiglio comunale e, più in generale, della responsabilità politica.

Nel suo intervento, Nitto contesta apertamente la presa di posizione pubblica e mediatica di Gambino: “Mi permetta di dire che appare quantomeno singolare vederLa oggi dispensare lezioni di morale politica… dopo aver legato il Suo nome a due commissariamenti”. Un passaggio che richiama direttamente il passato amministrativo e che introduce uno degli elementi più critici della replica, ovvero la questione della coerenza politica. Incisivo e graffiante il riferimento al secondo scioglimento: “​In particolare, pesa il ricordo di quel secondo commissariamento avvenuto con consapevolezza, visti i presupposti di incandidabilità che hanno poi portato alla Sua decadenza. Più che la saggezza di un leader esperto, la percezione che ho avuto ascoltandoLa è stata quella di trovarmi di fronte a un uomo visibilmente nervoso, lontano dall’immagine del “bravo ragazzo” con cui ha inteso definirmi. Un’espressione, la Sua, che trovo quasi riduttiva, se non paternalistica, rispetto a chi si impegna seriamente per la comunità.” Parole che trasformano la critica in un vero e proprio atto d’accusa, mettendo in seria discussione la legittimità morale dell’intervento pubblico e politico dell’ex amministratore.

Urbanistica e rivendicazione dei risultati

Il confronto si sposta anche sul terreno della pianificazione urbanistica, dove Nitto respinge le osservazioni ricevute e rilancia: “Affrontare l’argomento della pianificazione urbanistica in modo così riduzionistico è fuorviante”. La replica si trasforma quindi in una rivendicazione politica: “​In tutti gli anni dei Suoi governi, non è mai stato prodotto un singolo elemento concreto di svolta su questo fronte.​Quel “bravo ragazzo” (ed il gruppo che con orgoglio ed onore lo stesso ha rappresentato per oltre 5 anni) ha portato avanti una politica urbanistica tangibile, arrivando all’approvazione del preliminare di PUC. Un’attività quasi completa per l’approvazione definitiva svolta in tempi record, se paragonata ad altri enti che hanno impiegato oltre 7/8 anni per raggiungere gli stessi traguardi”. Un passaggio che mira a contrapporre l’azione amministrativa recente a quella delle precedenti gestioni, sottolineando tempi e risultati.

In chiusura Nitto afferma che: “la città si aspetterebbe ben altro… forse un briciolo di autocritica in più”. Una conclusione che ben sintetizza il senso politico dell’intervento, collocando il confronto non solo sul piano personale, ma su quello più ampio della credibilità e della responsabilità amministrativa. Per decenni mancanti.

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