La Procura di Torre Annunziata dispone un nuovo sequestro nell’ambito delle indagini ambientali sul bacino del Sarno e sulla costa vesuviana.
Il nuovo sequestro disposto dalla Procura
Nuovo capitolo nell’inchiesta sull’inquinamento del Fiume Sarno e del tratto di mare lungo la costa vesuviana. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha disposto il sequestro preventivo di un cantiere navale, situato nell’area portuale oplontina. Il provvedimento è stato eseguito dai militari del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Napoli insieme alla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, con il supporto tecnico di ARPAC.
Le contestazioni ambientali
Secondo quanto emerso dalle indagini, all’interno del cantiere sarebbero stati rilevati scarichi di acque reflue industriali privi delle necessarie autorizzazioni, oltre al deposito incontrollato di rifiuti considerati pericolosi e alla mancanza dei titoli autorizzativi per le emissioni in atmosfera. Le verifiche avrebbero interessato due aree esterne utilizzate per attività di rimessaggio e cantieristica navale che, secondo gli investigatori, sarebbero state gestite senza le previste autorizzazioni ambientali. Gli inquirenti avrebbero inoltre individuato un sistema di convogliamento delle acque di dilavamento: parte dei reflui sarebbe finita direttamente in mare, mentre un’altra parte sarebbe confluita in vasche di raccolta e successivamente in una vasca assorbente.
L’inchiesta sul bacino del Sarno
Durante i controlli sarebbero stati individuati anche locali destinati a lavorazioni di falegnameria, vetroresina, incollaggio, carteggio e attività meccaniche ritenute irregolari sotto il profilo autorizzativo. Il sequestro ha riguardato un’area complessiva di circa 15mila metri quadrati ed è stato disposto per impedire, secondo la Procura, la prosecuzione delle presunte condotte illecite e ulteriori conseguenze ambientali. L’operazione si inserisce nella più ampia attività investigativa coordinata dalla Procura di Torre Annunziata sul bacino del Fiume Sarno, nell’ambito del protocollo sottoscritto nel 2025 tra procure campane, forze di polizia giudiziaria e ARPAC per il contrasto agli illeciti ambientali.
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