Sanità. Critiche alla gestione del sistema sanitario regionale: al centro del dibattito la carenza di personale, la frammentazione dei concorsi e le responsabilità della politica
La riflessione
Nocera Inferiore. La sanità campana non è in emergenza per mancanza di norme. È in emergenza per mancanza di decisioni. Da anni si ripete lo stesso copione: carenza di medici nei pronto soccorso, nei reparti di medicina interna, nelle aree più critiche degli ospedali. Da anni si parla di “rafforzamento”, “potenziamento”, “piani straordinari”. Da anni nulla cambia davvero. Cosa può cambiare se sindaci come Paolo De Maio negano l’evidente.
Nel frattempo, mentre si proclama l’urgenza, il sistema continua a fare esattamente il contrario di ciò che servirebbe: moltiplica concorsi identici per gli stessi profili, nelle stesse discipline, nello stesso momento.Non è un’anomalia. È un assetto stabilizzato.
E questo assetto non nasce negli uffici amministrativi. Nasce e si consolida nella politica sanitaria regionale. Ogni concorso duplicato significa più commissioni, più procedure, più costi, più tempo. Ma soprattutto significa una cosa semplice e grave: medici che arrivano più tardi nei reparti dove servono subito.
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