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Scafati, Carotenuto attacca il sindaco: “Sulla videosorveglianza solo propaganda”

L'esponente di Scafati Arancione chiede chiarezza sul progetto delle telecamere e critica le priorità dell'amministrazione.

L’esponente di Scafati Arancione sostiene che il finanziamento da 141 mila euro per le nuove telecamere derivi da un progetto avviato nel 2022 dalla precedente amministrazione e chiede chiarezza sui tempi di attivazione del sistema.

L’attacco sul finanziamento per la videosorveglianza

È un duro affondo quello di Francesco Carotenuto, esponente di Scafati Arancione, che interviene dopo l’annuncio del sindaco relativo al finanziamento di 141 mila euro destinato all’installazione di nuove telecamere di videosorveglianza in tredici punti della città. Secondo Carotenuto, l’amministrazione avrebbe presentato come un proprio risultato un progetto che, invece, sarebbe stato predisposto dalla precedente amministrazione già nel 2022. «Qualche giorno fa il sindaco ha annunciato, con grande enfasi, l’arrivo del finanziamento – afferma – ma ha dimenticato di dire un dettaglio tutt’altro che irrilevante: il progetto risale al 2022 ed è stato avviato dalla precedente amministrazione, come dimostrano chiaramente gli atti».

“Perché sono serviti quasi quattro anni?”

L’esponente dell’opposizione evidenzia come, anche qualora si volesse attribuire il ritardo a questioni legate alla rendicontazione o al completamento dell’iter amministrativo, resterebbe aperto un interrogativo sui tempi di realizzazione dell’intervento. «Anche volendo accettare la giustificazione secondo cui il progetto non sarebbe stato rendicontato o completato in precedenza – sostiene – resta una domanda molto semplice: perché sono serviti quasi quattro anni a questa amministrazione per portare avanti un intervento già programmato nel 2022?» dice.

Per Carotenuto, il ritardo assume un peso ancora maggiore alla luce delle criticità legate alla sicurezza urbana. «Quattro anni per realizzare un sistema di videosorveglianza mentre la città diventava sempre più insicura, abbandonata e ostaggio di bande, episodi di violenza e baby gang. La sicurezza non può essere utilizzata soltanto per conferenze stampa, fotografie e comunicati celebrativi. È un’emergenza reale che cittadini, famiglie e commercianti vivono ogni giorno», chiosa.

Il riferimento ad altri finanziamenti

Nel suo intervento, Carotenuto richiama anche altri interventi finanziati negli anni precedenti. A suo giudizio, lo stesso schema si sarebbe già verificato con i fondi del PNRR destinati alla piazzetta del “31” e alla piazzetta di via Corbisiero, che sarebbero stati intercettati dalla precedente amministrazione e successivamente presentati come risultati dell’attuale governo cittadino. «Riconoscere il lavoro di chi è venuto prima non rappresenterebbe una debolezza – osserva – ma un gesto di correttezza istituzionale e di rispetto verso la città».

Le domande rivolte all’amministrazione

L’esponente di Scafati Arancione chiede ora chiarimenti sull’effettiva operatività del sistema di videosorveglianza. In particolare, domanda quando le nuove telecamere entreranno in funzione, se saranno realmente operative e costantemente monitorate e se esista un piano strutturato per affrontare l’emergenza sicurezza. Carotenuto critica inoltre le priorità dell’amministrazione, sostenendo che, mentre la città continua a chiedere maggiore sicurezza, manutenzione, servizi essenziali, pulizia e decoro urbano, sarebbero stati destinati altri 170 mila euro a manifestazioni ed eventi.

“Servono fatti, non propaganda”

Infine Carotenuto ribadisce il ruolo dell’opposizione nel controllo dell’azione amministrativa: «Una città sempre più insicura e invivibile non ha bisogno di propaganda. Ha bisogno di verità, responsabilità e interventi concreti. Come opposizione continueremo a controllare gli atti, denunciare le omissioni e ricordare ai cittadini la realtà dei fatti. Perché amministrare non significa appropriarsi del lavoro degli altri. Amministrare significa risolvere i problemi. E dopo quattro anni, i problemi della città sono ancora tutti lì. Qualcosa è cambiato, non c’è dubbio: la propaganda che supera la realtà» chiude la nota.

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