Il Comune di Sant’Egidio del Monte Albino spenderà oltre 10mila euro per costituirsi davanti al TAR nel ricorso sulla viabilità della SP3. Crescono le polemiche politiche.
Una battaglia giudiziaria che pesa sul bilancio comunale
Sant’Egidio del Monte Albino. La vicenda della nuova disciplina della circolazione lungo la Strada Provinciale 3 approda nelle aule del TAR Campania, ma il primo effetto concreto si registra già nei conti del Comune. La Giunta comunale, con deliberazione n. 92 del 14 luglio 2026, ha infatti autorizzato la costituzione in giudizio dell’Ente affidando l’incarico di difesa all’avvocato Ciro Rolando, per una spesa complessiva di 10.529,01 euro. Una cifra che sarà interamente sostenuta dal bilancio comunale e che rappresenta il primo costo di una controversia destinata a svilupparsi nei prossimi mesi.
Il ricorso contro la nuova viabilità
Il procedimento nasce dal ricorso presentato dalla Fiorente Srl, che ha impugnato davanti al giudice amministrativo l’ordinanza della Provincia di Salerno con la quale è stata modificata, per un periodo di dodici mesi, la circolazione nel tratto della SP3 compreso tra via Giovanni XXIII e via Santi Martiri. La società ritiene il provvedimento lesivo dei propri interessi e ne ha chiesto la sospensione cautelare. Il TAR ha già fissato la camera di consiglio per l’esame della richiesta.
Diecimila euro oggi, ma il conto potrebbe crescere
L’incarico legale riguarda esclusivamente questa prima fase del procedimento amministrativo. Negli atti non viene infatti quantificato l’eventuale costo di successivi sviluppi processuali, né l’ipotesi di ulteriori consulenze tecniche o di una possibile condanna alle spese. Un elemento che inevitabilmente alimenta interrogativi sulla reale incidenza economica che il contenzioso potrebbe avere sulle casse comunali.
Una vicenda che alimenta le critiche all’Amministrazione La Mura
Sul piano politico la vicenda rischia di trasformarsi nell’ennesimo terreno di scontro nei confronti dell’Amministrazione guidata dal sindaco Antonio La Mura. Al centro delle osservazioni non vi è soltanto la necessità di difendere il Comune in giudizio, ma soprattutto l’assenza di un confronto pubblico sulle ragioni che hanno portato alla modifica della viabilità e sugli effetti che tale scelta avrebbe prodotto per residenti, automobilisti e attività economiche. L’atto approvato dalla Giunta, infatti, non entra nel merito delle motivazioni tecniche del provvedimento né chiarisce quali benefici avrebbe determinato il nuovo assetto della circolazione.
Mancano spiegazioni su una scelta che divide il territorio
A rendere ancora più delicata la vicenda è il fatto che il contenzioso nasce da un provvedimento destinato a incidere direttamente sulla mobilità locale. Eppure, almeno negli atti pubblicati, non emergono valutazioni approfondite sulle ricadute per il tessuto produttivo e commerciale né elementi che consentano ai cittadini di comprendere fino in fondo le ragioni della scelta amministrativa. Da qui le richieste di maggiore trasparenza rivolte all’Amministrazione La Mura, chiamata ora a spiegare quale linea difensiva sosterrà davanti al TAR e quali siano gli obiettivi perseguiti con la modifica della viabilità.
Il nodo politico resta aperto
Dal punto di vista strettamente amministrativo il Comune aveva l’obbligo di tutelare i propri interessi nel procedimento giudiziario. Tuttavia resta aperta la questione politica: una decisione sulla viabilità si è tradotta rapidamente in un contenzioso che impone l’utilizzo di risorse pubbliche.
È proprio questo il tema destinato ad alimentare il confronto nelle prossime settimane. Per molti cittadini, infatti, oltre al merito della vicenda, pesa il fatto che oltre 10 mila euro vengano destinati alla difesa dell’Ente mentre il territorio continua a chiedere investimenti su servizi, manutenzione e opere pubbliche. La sentenza del TAR chiarirà gli aspetti giuridici, ma il dibattito sulle responsabilità amministrative e sull’opportunità delle scelte adottate appare destinato a proseguire ben oltre l’esito del giudizio.
Angri. Massimiliano Mazzola: commercio, ascolto e rilancio













