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Scafati, scontro aperto tra i sindaci sul Rio Sguazzatorio

Pasquale Aliberti ricostruisce i sopralluoghi effettuati sul Rio Sguazzatorio sostenendo che il tratto inquinato si sviluppi nel territorio di Angri

Il sindaco di Scafati Pasquale Aliberti replica alle dichiarazioni del primo cittadino di Angri dopo i sopralluoghi sul Rio Sguazzatorio.

Rio Sguazzatorio, Aliberti: «C’è chi preferisce mettere la melma sugli occhi». Carotenuto: «Scafati merita risposte, non scaricabarile»

Nuovo capitolo nello “scontro istituzionale” sulla presunta emergenza ambientale che interessa il Rio Sguazzatorio e l’intero bacino del Sarno. Dopo le dichiarazioni del sindaco di Angri Alfonso Scoppa, il primo cittadino di Scafati Pasquale Aliberti interviene con una sua personale e dettagliata ricostruzione dei sopralluoghi effettuati insieme alla Polizia Municipale, sostenendo che le anomalie riscontrate abbiano origine nel tratto del corso d’acqua ricadente nel territorio angrese.

Aliberti: «L’acqua entra pulita e diventa torbida in meno di un chilometro»

Il primo cittadino di Scafati parla di dati osservati direttamente durante i controlli. «Resto sconcertato e allibito dalle dichiarazioni del sindaco di Angri», afferma Aliberti, spiegando che il primo punto di osservazione è stato individuato in via Orta Longa, nel territorio di Angri, dove il Rio Sguazzatorio presentava una portata ridotta, acque limpide, assenza di cattivi odori e perfino la presenza di fauna acquatica. La situazione, racconta il sindaco, cambia radicalmente circa 800-900 metri più a valle, nella zona industriale sempre ricadente nel territorio di Angri. Qui la portata aumenta sensibilmente, l’acqua assume una colorazione scura e torbida e diventa evidente un forte odore nauseabondo. Secondo Aliberti, «se l’acqua entra pulita e dopo poche centinaia di metri cambia completamente colore, aumenta di portata e diventa maleodorante, è chiaro che il problema si genera proprio in quel tratto».

I controlli anche fuori dal territorio di Scafati

Il sindaco sottolinea che l’attività investigativa non si è limitata ai confini comunali. Sul Controfosso sono stati eseguiti sopralluoghi dapprima presso una grande azienda situata a Scafati, dove – riferisce – non sarebbero emerse anomalie, e successivamente in un’azienda del territorio di Poggiomarino. Durante quest’ultimo controllo sarebbero state riscontrate, nei tombini lungo la Strada Provinciale Via Nuova San Marzano, acque dello stesso colore di quelle osservate nel Rio Sguazzatorio.

Aliberti riferisce inoltre che l’accesso all’azienda è avvenuto solo dopo circa due ore di attesa, in concomitanza con l’arrivo dei tecnici dell’ARPAC per i campionamenti. «All’esterno l’acqua era scura e torbida; dopo l’attesa, all’interno dell’azienda l’acqua risultava improvvisamente pulita», evidenzia il sindaco, precisando che saranno gli esiti delle analisi ufficiali a chiarire l’origine del fenomeno.

«Continueremo i controlli»

Il primo cittadino assicura che le verifiche proseguiranno anche oltre il territorio comunale. «Attendiamo gli esiti ufficiali degli accertamenti e continueremo a fare controlli in autonomia, anche oltre i confini comunali, perché il Rio Sguazzatorio e la salute dei cittadini meritano la verità», conclude Aliberti.

Carotenuto: «Ogni anno la stessa vergogna»

Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale di opposizione Francesco Carotenuto, esponente di Scafati Arancione, che allarga il tema all’emergenza ambientale vissuta dalla città. «Ormai sono giorni che a Scafati siamo costretti a respirare quell’odore nauseabondo che sale dal fiume e da tutte le sue diramazioni. Una puzza che entra nelle case, nelle scuole e nelle attività commerciali», denuncia. Per Carotenuto la situazione è aggravata dal degrado urbano e dall’abbandono dei rifiuti, mentre la politica continuerebbe a riproporre «le stesse promesse e gli stessi scaricabarile».

Il consigliere sostiene che il problema del Sarno richieda un’azione permanente e coordinata tra tutti i sindaci del bacino, con controlli costanti durante tutto l’anno e non soltanto nei mesi estivi. Ricorda infine di essere stato ascoltato dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri nell’ambito di precedenti denunce presentate sugli episodi di inquinamento e assicura che continuerà a segnalare ogni presunta irregolarità alle autorità competenti. L’attesa resta ora concentrata sugli esiti delle analisi effettuate dall’ARPAC, che potrebbero contribuire a chiarire l’origine delle acque anomale e delle esalazioni che da giorni interessano il Rio Sguazzatorio e il territorio di Scafati.

San Valentino Torio, denuncia per inquinamento al Fosso Imperatore (video)

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Luciano Verdoliva
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