TARI 2026 a Sarno, l’ex sindaco Francesco Squillante contesta la lettura sull’aumento dei costi e chiarisce il meccanismo della copertura tariffaria.
Il nodo è la copertura dei costi
La Commissione Straordinaria di Sarno ha approvato il nuovo regolamento TARI e le tariffe per il 2026, aprendo il confronto sul costo del servizio rifiuti e sull’impatto della nuova tariffazione sulle famiglie. Il punto più delicato riguarda il passaggio da una parte di copertura garantita negli anni precedenti attraverso altre entrate comunali a una copertura integralmente affidata alla tariffa. È proprio su questo aspetto che interviene l’ex sindaco Francesco Squillante, contestando una lettura giornalistica che, a suo giudizio, rischia di confondere l’aumento del costo complessivo del servizio con l’effettivo incremento delle tariffe.
Squillante: «L’incremento rispetto al 2025 è del 4,77%»
«L’affermazione nell’articolo è sconfessata dalla medesima delibera approvata dai commissari in cui l’incremento rispetto al 2025 è del 4,77%», afferma Squillante. L’ex sindaco entra quindi nel merito dei numeri, distinguendo il dato relativo al costo del servizio da quello riferito alle somme effettivamente coperte attraverso la TARI. «L’importo di euro 4.724.781 è la copertura assicurata dall’applicazione delle tariffe 2023 all’anno 2024. I costi sono quanto il Comune spende per il servizio integrato dei rifiuti. Poi ci sono le coperture finanziarie».
Il passaggio è centrale perché negli anni precedenti il Comune aveva utilizzato anche risorse diverse dalla TARI per evitare che l’intero costo del servizio ricadesse immediatamente sulle bollette. Secondo Squillante, «per gli anni 2024 e 2025 una parte dei costi, per non aumentare le tariffe, è stata assicurata da fonti di entrata non tariffaria». Nel 2026, invece, cambia il meccanismo: «La copertura finanziaria dei costi è assicurata dalla sola leva tariffaria».
La differenza tra costo e tariffa
Il chiarimento dell’ex sindaco riguarda quindi una distinzione che nel dibattito sulla TARI rischia di passare in secondo piano: un aumento del costo del servizio non coincide automaticamente con lo stesso aumento della tassa pagata dagli utenti. Il Comune deve infatti coprire il costo complessivo della raccolta e della gestione dei rifiuti, ma può scegliere, nei limiti consentiti, di utilizzare altre risorse per ridurre l’impatto della TARI.
Squillante lo spiega in termini più semplici: «I costi sono i soldi che il Comune deve spendere per garantire il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti. Nel 2024 e nel 2025, per evitare di aumentare troppo le tariffe ai cittadini, una parte di questi costi è stata coperta con altre entrate del Comune. Nel 2026, invece, il costo del servizio viene coperto interamente attraverso le tariffe pagate dai cittadini. Quindi non vengono utilizzate altre entrate del Comune per coprire una parte dei costi».
Il dato politico e amministrativo, dunque, è duplice: da una parte c’è l’aumento del costo complessivo del servizio indicato nel nuovo quadro economico; dall’altra c’è l’aumento della tariffa rispetto all’anno precedente, che Squillante quantifica nel 4,77%. La differenza non è soltanto contabile, perché incide direttamente sulla lettura dell’impatto che il provvedimento avrà sui contribuenti.
Il Comune commissariato e il peso della TARI
La questione arriva in una fase particolarmente delicata per Sarno, oggi amministrata da una Commissione Straordinaria dopo lo scioglimento del Consiglio comunale disposto nel giugno scorso. La TARI rappresenta quindi uno dei primi passaggi amministrativi destinati ad avere un effetto concreto sulla vita quotidiana dei cittadini.
Il confronto si sposta ora dai numeri generali agli effetti sulle singole utenze, considerando che le variazioni possono essere differenti in base alla tipologia e alle caratteristiche dell’utenza. La precisazione di Squillante introduce così un elemento nel dibattito: il servizio costa di più, ma la crescita della tariffa non va automaticamente sovrapposta all’aumento del costo complessivo. Sarà il dettaglio delle nuove tariffe, e soprattutto il confronto con le precedenti annualità, a chiarire quanto effettivamente peserà la TARI 2026 sulle diverse categorie di contribuenti.
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