Emergenza sanitaria, trasferimenti e ospedali sotto pressione nel Salernitano
65 pazienti trasferiti dopo la chiusura del presidio
La chiusura dell’ospedale di Battipaglia ha aperto una fase di forte emergenza per l’intera rete sanitaria provinciale. Sono 65 i pazienti trasferiti in altre strutture per garantire la continuità delle cure, in un’operazione che ha coinvolto personale sanitario, ambulanze e diversi presidi ospedalieri. Una mobilitazione complessa, che ha mostrato quanto fragile possa diventare l’equilibrio della rete dell’emergenza quando viene a mancare un presidio strategico.
Neonati e bambini trasferiti, Polla diventa luogo di speranza
Particolarmente delicata è la gestione dei pazienti pediatrici e neonatali. I neonati più fragili sono stati trasferiti alla Terapia intensiva neonatale di Nocera Inferiore, mentre i bambini ricoverati in Pediatria e i neonati del Nido hanno raggiunto l’ospedale Luigi Curto di Polla. Gli altri pazienti, come riporta “Il Mattino”, sono stati distribuiti tra Eboli e Roccadaspide, strutture chiamate ad assorbire il peso dell’emergenza. È proprio a Polla che sembra avere dato un segnale di speranza dopo una giornata difficile. Sono nati tre bambini poco dopo il completamento dei trasferimenti.
Una rete sanitaria chiamata a reggere l’urto
Ora l’emergenza riguarda anche gli ospedali che hanno accolto i pazienti, costretti a riorganizzare reparti, turni e risorse in un sistema già segnato da carenze di personale e difficoltà organizzative. La chiusura del presidio battipagliese lascia un vuoto che interessa non soltanto l’assistenza sanitaria, ma anche la vita quotidiana di migliaia di cittadini della Valle del Sele. La richiesta della comunità è quindi chiara: tempi certi per la riapertura, soluzioni provvisorie efficaci e una programmazione trasparente, perché il diritto alla salute non può essere affidato ai chilometri, alla fortuna o alla capacità di resistenza degli operatori sanitari.
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