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Nocera Inferiore. Mensa scolastica, 44 genitori contestano la cauzione da 30 euro

Mensa scolastica, 44 genitori contestano la cauzione e propongono soluzioni alternative.

 

A Nocera Inferiore il confronto resta aperto: sul tavolo anche due alternative alla cauzione

Prosegue il confronto sulla cauzione richiesta per l’iscrizione al servizio di refezione scolastica a Nocera Inferiore. Nella giornata dell’11 agosto, una nuova nota sottoscritta da 44 genitori è stata trasmessa al Comune con alcune criticità e due possibili soluzioni alternative. Al centro della contestazione c’è la richiesta di 30 euro di cauzione, che, sommata agli altri costi iniziali, porterebbe secondo le famiglie a una spesa di circa 45 euro per bambino. Una cifra considerata particolarmente pesante soprattutto per i nuclei con più figli e per le famiglie economicamente più fragili.

Le proposte delle famiglie

I genitori chiedono inoltre una rettifica della determina dirigenziale n. 1644 del 31 luglio 2026, contestando l’indicazione delle percentuali senza l’esplicita specificazione delle relative tariffe. Sul fronte della cauzione vengono proposte due alternative: la sospensione temporanea del servizio per chi non disdice il pasto per più giorni consecutivi, con possibilità di regolarizzazione, oppure l’applicazione della tariffa massima anche agli utenti che usufruiscono gratuitamente della mensa quando non provvedono a disdire il pasto prenotato.

De Maio: «Morosità per 21mila euro»

A spiegare le ragioni della scelta è nuovamente il sindaco Paolo De Maio, che indica in circa 21mila euro la morosità accumulata nel servizio, alla quale si aggiungono i costi dei pasti prenotati ma non consumati e non disdetti. «Per non aumentare le tariffe l’Amministrazione ha introdotto la cauzione», ha spiegato il primo cittadino, evidenziando anche la necessità di una maggiore collaborazione nella comunicazione delle rinunce al pasto. De Maio parla di «uno sperpero di denaro pubblico totalmente ingiustificato» e richiama anche il possibile rischio di danno erariale per l’Ente. Il confronto resta dunque aperto: da una parte le famiglie chiedono di evitare nuovi esborsi iniziali, dall’altra l’Amministrazione punta a contrastare morosità e sprechi senza aumentare il costo del servizio.

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