Il Coordinamento Nazionale Docenti condanna il lancio di pietre dal lastrico solare
La condanna dei docenti
Ad una settimana dall’episodio che ha coinvolto alcuni giovanissimi saliti sul lastrico solare dell’Istituto Don Enrico Smaldone di Angri per lanciare, presumibilmente, pietre in strada, continua ad alimentare il dibattito sulla vicenda. A intervenire è il Coordinamento Nazionale Docenti, sigla con sede a Lucca, che ha espresso una dura condanna per quanto sarebbe accaduto all’interno del plesso scolastico. «Il Coordinamento Nazionale Docenti esprime ferma condanna per il grave episodio verificatosi ad Angri, in provincia di Salerno, dove un gruppo di giovanissimi, poco più che dodicenni, dopo avere scavalcato i cancelli della palestra dell’Istituto “Don Enrico Smaldone”, si sarebbe introdotto nell’edificio raggiungendone il lastrico solare, dal quale avrebbe iniziato a scagliare pietre verso il basso».
Per il Coordinamento, la giovane età dei protagonisti non può trasformare quanto accaduto in una semplice bravata. «Quanto accaduto non può essere liquidato come una bravata adolescenziale. La giovane età dei protagonisti deve certamente orientare la risposta educativa e istituzionale, ma non può attenuare la gravità di comportamenti che avrebbero potuto provocare conseguenze drammatiche».
«Lanciare pietre dall’alto è un pericolo concreto»
La nota sottolinea in particolare il rischio connesso al lancio di oggetti da un edificio. «Lanciare pietre dall’alto significa esporre altre persone a un pericolo concreto: quando il divertimento mette a rischio l’incolumità altrui, non siamo più di fronte a un gioco, ma a una condotta irresponsabile che deve essere riconosciuta e condannata senza ambiguità». È proprio il fatto che l’episodio abbia avuto come teatro una scuola che viene indicato come un elemento di ulteriore gravità. «Particolarmente grave è che l’episodio abbia avuto come teatro una scuola», si legge nella nota.
Sorrentino: «Creare opportunità per i ragazzi»
Sul caso è intervenuto nei giorni scorsi anche l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Angri, Giacomo Sorrentino. L’amministrazione comunale, secondo quanto anticipato dall’assessore, intende mettere in campo azioni strutturate per creare nuove opportunità di aggregazione per i giovanissimi del quartiere nel quale si è verificato l’episodio. Tra gli interventi ipotizzati c’è anche il recupero del campetto di calcio presente nell’area. L’obiettivo è offrire ai ragazzi spazi nei quali potersi incontrare e svolgere attività in maniera sana e sicura. Sorrentino ha inoltre annunciato la riqualificazione delle giostre per bambini presenti nel plesso scolastico, che dovrebbero essere affidate in custodia ad alcune associazioni presenti nel quartiere.
«Una risposta rigorosa, ma non semplicemente repressiva»
Il Coordinamento Nazionale Docenti, attraverso il presidente Romano Pesavento, insiste sulla necessità di trovare un equilibrio tra fermezza e funzione educativa. «Il Coordinamento Nazionale Docenti ritiene che l’episodio di Angri richieda una risposta rigorosa, ma non semplicemente repressiva. Occorre recuperare autorevolezza senza autoritarismo e capacità educativa senza indulgenza». Un passaggio che apre alla possibilità di un percorso educativo per i giovani coinvolti. «Affermare con chiarezza che un comportamento è grave non significa rinunciare al recupero di chi lo ha commesso; significa considerare anche un ragazzo molto giovane capace di comprendere, assumersi responsabilità e modificare le proprie scelte».
L’intervento del Coordinamento Nazionale Docenti riaccende dunque l’attenzione su una vicenda che, a una settimana dai fatti, continua a suscitare discussioni nell’ambiente scolastico e politico di Angri. Il tema non riguarda soltanto le responsabilità individuali, ma anche la necessità di costruire spazi e occasioni di aggregazione capaci di intercettare i più giovani e offrire loro alternative positive.
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