Le prime bollette TARI iniziano ad arrivare e a Scafati torna ad accendersi lo scontro politico sui costi del servizio rifiuti. A sollevare il caso è il consigliere comunale Gennaro Avagnano, che punta il dito contro l’amministrazione guidata da Pasquale Aliberti e chiede chiarimenti sulla promessa riduzione del 7% della tassa. Il tema, secondo Avagnano, è semplice: se la TARI doveva diminuire e invece i cittadini stanno segnalando possibili aumenti, qualcosa non torna. E il consigliere collega la questione anche alla situazione economica di ACSE, la società partecipata che gestisce i servizi ambientali.
«Dov’è finito il 7% promesso?»
«L’aumento delle bollette TARI, a fronte di una diminuzione del 7% promessa dall’amministrazione, è una preoccupazione che in questi giorni sta emergendo con sempre maggiore forza tra i cittadini», afferma Avagnano. Il consigliere sottolinea come le proteste stiano aumentando proprio mentre vengono recapitate le prime bollette in formato digitale. «Con l’invio delle prime bollette TARI in formato digitale si parla già di possibili aumenti, tanto che sui social sono numerose le proteste e le preoccupazioni. Ritengo che questo debba essere un campanello d’allarme per l’amministrazione rispetto a quanto annunciato, cioè la diminuzione della tassa sui rifiuti». La stoccata politica arriva subito dopo. «Feste e festini non bastano a distrarre Scafati dalle reali esigenze e necessità».
Tasse, servizi e una città che accusa il colpo
Per Avagnano il problema non riguarda soltanto l’importo della TARI, ma il rapporto tra quanto pagano i cittadini e la qualità dei servizi ricevuti. «Ci troveremmo una Scafati con tasse in aumento e sempre meno servizi per i cittadini, con una Villa Comunale senza custodia né cura, parchi senza manutenzione, anzi chiusi come il Parco Primato, strutture sportive come i campi da tennis di via della Resistenza o il palazzetto di via Tricino abbandonati a se stessi». Il consigliere solleva anche la questione delle risorse destinate agli eventi. «Non vorrei che le risorse destinate a feste, festini e altre spese tutt’altro che prioritarie, invece di essere utilizzate per sostenere e prevedere eventuali sgravi per le famiglie, i nuclei con disabili, finiscano per pesare ulteriormente sulle tasche dei cittadini».
ACSE, quasi mezzo milione di perdita
Nel mirino finisce anche la situazione finanziaria di ACSE. «La società ha riportato nel primo semestre una perdita di quasi mezzo milione di euro. Un dato che deve necessariamente far riflettere sulla gestione economica e finanziaria e sulle prospettive per il futuro». A questo si aggiungerebbe, secondo quanto riferito dal consigliere, una richiesta di revisione del costo del servizio. «La stessa società ACSE ha chiesto una revisione del costo del servizio di quasi 1 milione di euro in più. E chi pagherà tutto ciò se non il cittadino?».
Nuove nomine e affidamenti nel mirino
Avagnano solleva interrogativi anche sulla governance della partecipata. «Dopo la nomina del presidente, dai verbali dei Consigli di Amministrazione emerge inoltre la necessità di procedere alla nomina del direttore generale». Il consigliere chiede inoltre chiarezza sulla Centrale Unica di Committenza. «Non si comprende nemmeno per quale motivo si voglia modificare la Centrale Unica di Committenza, utilizzando quella del Comune per gli affidamenti e gli appalti sopra soglia e non quella già convenzionata e scelta dalla stessa ACSE». Una serie di questioni che, secondo Avagnano, dovrebbe essere affrontata prima di procedere con nuovi incarichi. «Prima di procedere con nuove nomine, incarichi e affidamenti, sarebbe opportuno spiegare ai cittadini quali siano le reali priorità».
«Niente altri aumenti nel prossimo PEF»
Il punto più netto riguarda il futuro della TARI e del prossimo PEF.«È assolutamente impensabile che nel prossimo PEF possano essere previsti ulteriori aumenti a carico dei cittadini di Scafati. La città e le famiglie non meritano di pagare il prezzo di una gestione che non riesce a mantenere i conti in equilibrio». Poi la domanda direttamente rivolta al sindaco: «Il mio Sindaco e la sua Giunta spieghino ai cittadini dove è finito il tanto promesso 7% di diminuzione della tariffa TARI».
«I cittadini meritano risposte, non nuove poltrone»
La conclusione di Avagnano è una vera e propria lista di priorità alternative a quelle che, a suo giudizio, starebbe seguendo l’amministrazione. «Dopo essersi occupati di poltrone, incarichi e affidamenti, sarebbe finalmente il caso che l’amministrazione si occupasse dei bisogni concreti dei cittadini: della TARI, dei servizi, delle famiglie e della necessità di utilizzare le risorse pubbliche con responsabilità e buon senso».Secondo il consigliere, una gestione più attenta delle risorse potrebbe consentire di intervenire anche sulla sicurezza e sulla manutenzione urbana.
«Una gestione più parsimoniosa permetterebbe di assumere più agenti della Polizia Locale, guardiani per la Villa Comunale e l’apertura e la manutenzione di altri parchi e luoghi». E chiude con un’ultima stoccata, destinata inevitabilmente ad alimentare il confronto politico. «I cittadini meritano risposte, non nuove poltrone. Nel frattempo, il prossimo 4 settembre, in occasione della Notte Bianca, prepariamoci a vedere andare in fumo altri 200 mila euro, soldi dei cittadini di Scafati».
Il terreno dello scontro, dunque, è ormai delineato: da una parte l’amministrazione e le proprie scelte di spesa, dall’altra le opposizioni che chiedono conti, servizi e trasparenza. La vera partita, però, sarà quella che si giocherà sulle bollette: capire se la promessa riduzione della TARI troverà effettivamente riscontro nei numeri che arriveranno nelle case degli scafatesi.§
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