Il contrasto al conferimento selvaggio deve accompagnarsi a controlli costanti contro roghi, abusi e degrado ambientale
L’impunità alimenta il conferimento selvaggio
Forse uno dei problemi principali che tocca Angri è proprio l’impunità di chi trasgredisce e “violenta l’ambiente”. Il sindaco Alfonso Scoppa, sin dal suo insediamento, ha iniziato una difficile e strenua crociata contro i trasgressori del conferimento selvaggio. Forse tra qualche mese si potranno vedere i primi effetti di questa battaglia, attraverso sanzioni amministrative e moniti pubblici. È un’azione importante, ma accanto a questa estrema battaglia esistono altri abusi e reati che non vanno trascurati, a cominciare dal depauperamento ambientale.
In diverse zone del paese, molti cittadini denunciano roghi generici che avvengono dalla tarda sera alle prime luci dell’alba, rendendo l’aria irrespirabile e aggravando una situazione già seriamente compromessa da miasmi e cattivi odori. A questi si aggiungono le segnalazioni relative ad alcune aziende agroalimentari della zona che, secondo le denunce dei cittadini, non rispetterebbero le norme ambientali. Sono tutti fattori che contribuiscono ad alimentare, ma soprattutto a minare la salute di chi vive su questo complesso territorio, una terra che fino a mezzo secolo fa era una fertile e foriera valle e che oggi, purtroppo, deve fare i conti con una mala gestione ambientale, un’esplosione demografica e urbanistica e con l’allarme legato all’aumento di malattie letali che, nel dibattito pubblico, seppure non ci sono dati chiari, vengono associate proprio a un contesto malsano.
Oltre la critica social: servono controlli e prevenzione
Non serve più soltanto l’azione social, ma una serie di azioni programmate e costanti di monitoraggio e prevenzione che possano principalmente rieducare cittadini incoscienti e imprenditori poco scrupolosi. La tutela dell’ambiente non può esaurirsi nella denuncia pubblica del singolo episodio, né può diventare soltanto materia per discussioni sui social fatte di engagement. Servono controlli, prevenzione, monitoraggio e collaborazione istituzionale, con un’azione incisiva e continua capace di intervenire sulle cause e non soltanto sugli effetti.
Si vada dunque oltre l’esposizione social e si diano indicazioni serie, proposte e collaborazione al primo cittadino Alfonso Scoppa, che ha dimostrato di avere una sensibilità particolare verso le questioni ambientali. Ed è un fatto tutt’altro che marginale. Una battaglia così complessa può essere vinta soltanto mettendo insieme amministrazione, cittadini, forze dell’ordine, organismi di controllo e mondo produttivo responsabile. L’obiettivo non deve essere soltanto punire chi trasgredisce, ma costruire una diversa cultura del territorio, nella quale il rispetto dell’ambiente torni a essere una responsabilità collettiva.













