La 33enne di Piano di Sorrento è morta insieme al bambino che portava in grembo dopo due accessi in ospedale. La Procura di Torre Annunziata ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e gli accertamenti medico-legali.
Gli accertamenti sulla morte della 33enne
La morte di Greta Astarita, 33 anni, residente a Piano di Sorrento e al settimo mese di gravidanza, è al centro di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. La donna è deceduta il 10 ottobre all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove poche ore prima era tornata dopo un primo accesso al pronto soccorso. Con lei è morto anche il bambino che portava in grembo. Secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa, la donna si era presentata in ospedale per forti dolori all’inguine ed era stata sottoposta ad accertamenti prima delle dimissioni. Una volta rientrata a casa, le sue condizioni sarebbero peggiorate, rendendo necessario un nuovo trasporto d’urgenza. La situazione clinica è precipitata fino al ricovero in Rianimazione e al decesso.
Cartelle cliniche sequestrate e autopsie
La Procura ha aperto un fascicolo per duplice omicidio colposo, al momento a carico di ignoti, e ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e delle salme per gli accertamenti medico-legali. Gli esami dovranno contribuire a chiarire le cause dei due decessi e a ricostruire le condizioni della paziente durante il primo accesso, le valutazioni effettuate dal personale sanitario e gli interventi eseguiti al momento del secondo ricovero. Secondo le informazioni diffuse dalla stampa, gli investigatori intendono ascoltare anche il personale sanitario che ha avuto contatti con la donna. In questa fase, le persone eventualmente sentite come informate sui fatti non devono essere confuse con soggetti formalmente indagati. Le cause della tragedia e l’eventuale sussistenza di responsabilità sanitarie restano da accertare.
Il precedente giudiziario che ha coinvolto il San Leonardo
L’ennesima vicenda si consuma a pochi giorni dagli sviluppi di un’altra inchiesta sul presidio ospedaliero stabiese. Il 7 ottobre, nell’ambito delle indagini sulla morte del piccolo Salvatore Abrunzo, deceduto nel 2024 dopo complicazioni legate al parto, sono state eseguite misure cautelari nei confronti di quattro sanitari. All’ex responsabile del reparto coinvolto sono stati concessi gli arresti domiciliari, mentre per altri tre professionisti sono state disposte misure interdittive. Le contestazioni riguardano, a vario titolo, ipotesi di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario e presunte condotte relative alla documentazione clinica e agli accertamenti successivi al decesso. Si tratta di un procedimento distinto da quello relativo alla morte di Greta Astarita, che dovrà seguire il proprio percorso investigativo.
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