La gestione Ferraioli tra social patinati, discariche a cielo aperto e una raccolta differenziata ormai fuori dalle classifiche virtuose.
L’eufemismo del bidone perfetto
Per usare un eufemismo, l’amministrazione comunale regala ad Angri l’ennesimo “bidone”, e non solo in senso metaforico, come se non bastassero undici anni di subdole vessazioni. L’amministrazione guidata, ancora per poco, dal sindaco uscente Cosimo Ferraioli e dalla sua disgregata e litigiosa ciurma, si conferma abilissima nel confezionare emozioni social, sorrisi filtrati e momenti di effimero splendore. Peccato che, fuori dalla visione scenica digitale e nei rivoli della realtà amministrativa, gli scenario rivelano una situazione ben diversa e non filtrata attraverso l’intelligenza artificiale. L’ultima tegola caduta viene servita sulla mediana della classifica dei Comuni Ricicloni: un tempo Angri era considerata virtuosa, oggi soltanto non è più pervenuta, come altrove dovrebbe primeggiare.
La strada parla chiaro
Se poi ci facciamo un giro sul trenino che in questi giorni transita allegro per le strade di cittadine carico di gioia infantile il quadro è chiaro anche ai bambini: da circa un anno le strade della città sono oggetto un’esposizione permanente di rifiuti vera ingegneria di “monnezza urbana”. Cumuli ovunque, dai condomini alle piccole case, stagione dopo stagione restano sempre li mutanti ma sempre maleodoranti. In tanti si chiedono, almeno i cittadini virtuosi, che fine hanno fatto le elementari regole del calendario di conferimento che comune e azienda speciale dovevano promuovere? Disattese, di certo non per completa responsabilità degli agenti promotori. I cittadini? Certamente poco attenti ed educati e, soprattutto, pienamente consapevoli di un’impunità garantita: si conferisce a qualunque ora, qualunque cosa, ovunque capiti senza che nessuno controlli.
La città modello che non c’è più
È saltato tutto quell’ecosistema, l’impianto e le regole che dal lontano 2001 avevano fatto di Angri un esempio nella raccolta differenziata. Oggi l’assenza di bidoni, un porta a porta cronicamente traballante e controlli inesistenti producono una miscela esplosiva di scostumatezza e menefreghismo per l’ambiente e il decoro urbano. Il risultato è un putrido banchetto permanente per roditori, cani randagi e persino gabbiani, che hanno eletto quella che è “città dell’arte” a nuova mensa urbana di scarti e rifiuti per la famelica fauna. Dall’alto della ruota panoramica, tanto celebrata da Ferraioli e sodali lo spettacolo è vero orizzonte di rifiuti e discariche urbane: si celebra il “Tempio della Monnezza”.
Le responsabilità non si differenziano
Forse c’è anche un errore di rimodulazione del calendario dei conferimenti, ma su questo l’amministrazione Ferraioli non ha mai sentito l’urgenza di rivedere, correggere o ammettere. Una costante, come in altri settori della macchina comunale. L’arroganza non è mai stata differenziata.
Angri il “presepio Ferraioli” si sgretola con Giuseppe e Maria














