Angri, il PD contro il dimensionamento scolastico. I consiglieri comunali ribadiscono il no allo smembramento degli istituti e invitano alla prudenza contro allarmismi infondati
Vigilanza e posizione contraria
Angri. I consiglieri comunali del Partito Democratico tornano a prendere posizione sul tema del dimensionamento scolastico, ribadendo una linea di assoluta fermezza e continuità rispetto al passato. «Restiamo vigili e intransigenti, mantenendo ferma la nostra posizione contraria alla scelta scellerata di uno smembramento illogico». Un allarme che, secondo Caterina Barba, Roberta D’Antonio e Domenico D’Auria, riporta alla mente un rischio già affrontato e respinto. «Restiamo vigili e intransigenti, mantenendo ferma la nostra posizione in merito al presunto dimensionamento che dovrebbe interessare la nostra comunità scolastica. Un rischio che avevamo già scongiurato alcuni anni fa e che oggi sembrerebbe riproporsi con le stesse modalità».
Le accuse e la denuncia
Nel loro intervento, i consiglieri chiariscono anche la propria posizione rispetto alle recenti polemiche nate sui social e nei canali informali. «Oggi, ancora una volta, ribadiamo con decisione il nostro parere contrario a quella scelta, contro la quale ci siamo battuti a tutti i livelli, sia locali che sovracomunali». A destare particolare preoccupazione è la diffusione di un messaggio WhatsApp attribuito a un operatore scolastico. «Con rammarico apprendiamo della diffusione tramite WhatsApp di un messaggio da parte di un operatore scolastico della scuola media Opromolla Galvani, nel quale si accusa, facendo nome e cognome, una nostra consigliera, di azioni totalmente infondate e non veritiere». Un episodio che, precisano, «è già stato oggetto di denuncia presso la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore».
Prudenza e attesa di risposte ufficiali
In conclusione, il gruppo consiliare invita a non alimentare tensioni in assenza di certezze istituzionali. «Riteniamo infine fuorviante intraprendere qualunque azione di dissuasione in assenza di elementi certi», affermano, facendo riferimento a petizioni online e prese di posizione premature. «Iniziative che rischiano solo di sobillare un ambiente già provato da una comprensibile ansia per l’instabilità generata da voci che al momento restano esclusivamente nel perimetro dei social». Da qui la scelta della cautela: «Attendiamo le risposte dagli enti competenti per poi, eventualmente, intraprendere le azioni più opportune».
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