spot_img
spot_img
spot_img

Leggi anche

Altro ancora

Urbanistica, Puc e varianti: a San Valentino Torio un cambio di paradigma

L’analisi del prof. ing. Roberto Gerundo su una sperimentazione che aggiorna la pianificazione comunale ai mutamenti economici e sociali

L’analisi del prof. ing. Roberto Gerundo su una sperimentazione che aggiorna la pianificazione comunale ai mutamenti economici e sociali

Una sperimentazione che rompe gli schemi

Nel Comune di San Valentino Torio, amministrato dal sindaco Michele Strianese, è in atto una sperimentazione urbanistica di particolare rilievo nel panorama dei piccoli e medi comuni. «Si sta portando avanti una sperimentazione di estrema originalità nel rinnovamento della regolamentazione urbanistica», osserva il professore ingegnere Roberto Gerundo, riferendosi alle due varianti coordinate al Puc adottate nella seconda parte del 2025: una di semplificazione normativa e una di efficientamento urbanistico. «Si è così prodotta una innovazione del Piano approvato nel 2020, giusto a cinque anni di distanza», un intervento che non si limita a correggere il piano, ma ne aggiorna l’impianto strategico.

Piani pensati per una crescita che non c’è più

Secondo Gerundo, l’esperienza di San Valentino Torio intercetta una criticità diffusa. «I piani urbanistici sono stati costruiti su fattori socio-economici che, a partire dal 2007, sono mutati profondamente», senza che la pianificazione ne abbia realmente preso atto. In questi anni, spiega il docente, si è continuato a programmare come se la crescita economica fosse ancora possibile, ignorando una realtà segnata da stagnazione del Pil, perdita di potere d’acquisto delle famiglie, desertificazione demografica ed emigrazione giovanile. «Si è continuato a traguardare una condizione di crescita che non c’era più», producendo strumenti urbanistici sempre meno efficaci.

Dalla rendita al realismo urbanistico

È in questo scenario che entra definitivamente in crisi l’urbanistica estrattiva. «Dagli anni Settanta in poi i piani miravano a frenare gli investimenti medi e piccoli, puntando sulle grandi trasformazioni per estrarre rendita fondiaria», ricorda Gerundo. Ma quella stagione si è esaurita, soprattutto nei comuni non metropolitani e non costieri. «La criticità socio-economica ha determinato il calo, se non l’azzeramento, di questo modello», imponendo un cambio di paradigma. Da qui la scelta del down-sizing degli interventi e della semplificazione degli strumenti di piano, come nel caso di San Valentino Torio, un approccio replicabile che Gerundo sta applicando anche in altri comuni sotto i 40 mila abitanti, indicando una via più realistica e sostenibile per lo sviluppo dei territori.

Angri, il cimitero delle targhe sul cavalcavia dimenticato (video)

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_imgspot_img
spot_imgspot_img
spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Articoli popolari