Medici di base carenti e pronto soccorso sotto pressione mentre l’emergenza resta senza risposte strutturali.
Un sistema territoriale che non regge
Mentre il Ministero della Salute concentra l’attenzione su vicende marginali, in Campania si consuma una vera emergenza sanitaria: circa 650 mila cittadini risultano oggi senza medico di medicina generale. Il picco influenzale di gennaio ha reso evidente una fragilità nota da tempo, trasformando i pronto soccorso nell’unico punto di accesso alle cure e riportando alla memoria dinamiche già vissute durante la pandemia.
Ritardi e responsabilità istituzionali
La pressione sui pronto soccorso non è un fatto episodico ma la conseguenza diretta di una sanità territoriale assente o incompiuta. È legittimo chiedersi perché la Regione Campania accumuli ritardi e quando i medici di base saranno messi nelle condizioni di operare davvero sul territorio. Sono queste le risposte che i cittadini attendono, più di inchieste simboliche che rischiano di spostare l’attenzione da un problema strutturale, alimentando sfiducia e disuguaglianze in un sistema che appare sempre più impoverito.
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