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Sant’Egidio del Monte Albino. Forno crematorio, le osservazioni di Marrazzo (video)

Dopo la conferma del Consiglio di Stato alla sentenza del Tar Napoli, si riapre il confronto sul futuro dell’impianto a Sant’Egidio

Dopo la conferma del Consiglio di Stato alla sentenza del Tar Napoli, si riapre il confronto sul futuro dell’impianto a Sant’Egidio del Monte Albino

La decisione giudiziaria

Il 2026 si apre ancora sotto l’ombra della vicenda del forno crematorio di Sant’Egidio del Monte Albino, tornata al centro del dibattito pubblico dopo la conferma, da parte del Consiglio di Stato, della sentenza del Tar Napoli. La pronuncia ha ritenuto illegittima una parte del piano regionale sulle autorizzazioni ai crematori, imponendo alla Regione Campania di definire una regolamentazione più chiara per i casi in cui l’iter amministrativo risulti già concluso.

Gli effetti sull’iter amministrativo

Il consigliere comunale Roberto Marrazzo ha evidenziato come la decisione non comporti una ripresa automatica dei lavori, che resterebbe subordinata a specifici atti del Comune. L’eventuale riavvio, in assenza di una nuova cornice normativa regionale, apparirebbe in contrasto con la logica giuridica e amministrativa delineata dalle sentenze.

Le prospettive politiche e istituzionali

«L’iter regionale sarà lungo e complesso – ha dichiarato Marrazzo – e in questi mesi ci batteremo affinché il forno non venga realizzato o, in alternativa, si ottenga un congruo indennizzo, minimizzando i danni per le casse comunali e tutelando la comunità». L’obiettivo resta quello di chiudere la vicenda salvaguardando l’interesse pubblico e la sostenibilità finanziaria dell’ente.

Salerno. Province sospese tra riforme mancate e potere locale

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gerardo vicidomini
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Gerardo Vicidomini

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