Nota editoriale. Precisazioni sull’uso di immagini di repertorio e sulle polemiche seguite alla pubblicazione del servizio video
Una precisazione netta e necessaria
È doveroso chiarire alcuni aspetti in merito al nostro video servizio realizzato dalla nostra redazione sulla palestra di Marzano sul Sarno. Le immagini utilizzate per raccontare i lavori recentemente eseguiti dall’amministrazione comunale sono immagini di repertorio risalenti al 2015, archivio legittimamente nella disponibilità della redazione e impiegato come supporto narrativo e concettuale.
Uso del repertorio e polemiche pretestuose
L’utilizzo di immagini di repertorio è una pratica editoriale ordinaria e diffusa, soprattutto quando c’è carenza di immagini aggiornate e invece si dispone di archivi storici utili a contestualizzare un luogo o un’opera. Trasformare questo elemento tecnico in oggetto di polemica o attacco politico appare francamente incomprensibile e rivela una strumentalizzazione che nulla ha a che vedere con il merito dei contenuti trattati. Le immagini non avevano l’obiettivo di rappresentare lo stato attuale dell’opera, ma di accompagnare il racconto giornalistico.
Il confronto politico sui contenuti
La politica, se vuole essere credibile, si esercita entrando nel merito delle questioni, dei risultati e delle responsabilità amministrative, non attaccando l’avversario su fatti tecnici di terzi o formali. Chi ha strumentalmente sollevato osservazioni sul video avrebbe forse dovuto fornire argomentazioni esaurenti di dissenso e controdeduzioni sostanziali in risposta all’azione dell’amministrazione comunale, anziché soffermarsi a rilievi marginali. Magari contattandoci per un diritto di replica che è sancito dall’etica del giornalismo.
Una linea editoriale chiara
La nostra redazione comunque continuerà a utilizzare immagini di repertorio quando lo riterrà opportuno, rendendo magari ancora più esplicita la loro natura, nel rispetto della trasparenza verso i lettori e gli spettatori. Il nostro impegno resta quello di raccontare i fatti, distinguendo nettamente tra informazione, comunicazione e polemica, senza arretrare di fronte a tentativi di delegittimazione che non incidano sulla sostanza del dibattito pubblico. Tanto era dovuto.
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