Fondo Badia, Angri e le promesse mancate di Ferraioli. Tra annunci, approvazioni e immobilismo: una riqualificazione mai diventata realtà
Le speranze riaccese nell’estate 2023
L’estate del 2023 aveva riacceso le speranze di molti cittadini di Angri, quando il Consiglio comunale diede il via libera al progetto definitivo di riqualificazione urbana di Fondo Badia, in località Ardinghi. Una decisione che apparve come un segnale di continuità amministrativa e di fiducia in una visione ancora presente nella maggioranza guidata dal sindaco uscente Cosimo Ferraioli.
Il progetto e i numeri della riqualificazione
Il piano prevedeva la realizzazione di sessantanove alloggi con attività terziarie annesse su un’area di circa sedicimila metri quadrati, affiancati da oltre ottomila metri quadrati destinati a servizi e attrezzature pubbliche. L’investimento complessivo era stimato in diciassette milioni di euro, con più di sette milioni finanziati dalla Regione Campania attraverso fondi ministeriali e la restante quota a carico dei privati. L’intervento, concepito anni prima, era stato approvato in deroga al piano regolatore generale, trattandosi di una zona classificata come agricola.
Un’idea che affonda nel passato
La scelta di riqualificare l’area che per lungo tempo aveva ospitato i prefabbricati post-sisma risale al 2009, durante il periodo di commissariamento prefettizio guidato da Bruno Pezzuto. Da allora sono trascorsi quasi vent’anni senza che si sia arrivati a una trasformazione concreta, nonostante passaggi amministrativi e promesse di rilancio.
Tra atti approvati e degrado persistente
Malgrado l’inserimento nel piano triennale delle opere pubbliche e il riconoscimento regionale del finanziamento, Fondo Badia continua a presentarsi come uno spazio segnato dal degrado e dall’abbandono. Un luogo che, ancora oggi, resta distante dalle narrazioni di rinascita e dalle aspettative alimentate negli anni, trasformandosi nell’ennesimo simbolo di un progetto rimasto sulla carta.
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