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Centro pedonale fantasma: Angri resta nel limbo delle promesse e immobilismo

Mobilità urbana e polemiche politiche. Il progetto resta incompiuto mentre emergono responsabilità politiche e timori per la perdita dei finanziamenti destinati alla riqualificazione urbana

Un progetto mai completato

Angri. La questione  dell’Area Pedonale Urbana e della Zona a Traffico Limitato continua a restare un dei tanti fatti in sospeso dell’amministrazione uscente che si è persa tra annunci e rinvii, senza una sua reale attuazione. Negli anni, atti amministrativi rallentati dalla burocrazia e dagli scontri interni alla macchina comunale hanno sviluppato un percorso verso una città che dalle carte doveva essere più sostenibile, ma che con la mancata e concreta applicazione delle misure non è mai avuto un suo vero compimento. Le problematiche elementari, già emerse in passato, riguardano l’assenza di una pianificazione definitiva e di prospettiva, controlli inefficaci e una comunicazione poco chiara verso cittadini e commercianti, elementi che hanno inevitabilmente alimentato una diffusa percezione di incompiutezza.

Disagi, accuse politiche e rischio fondi

Mesi fa l’intervento del consigliere comunale del Partito Democratico Domenico D’Auria, mise in evidenza proprio su questa testata lo stallo amministrativo circa l’attuazione della APU /ZTL finanziata per altro con fondi dedicati (vedi il video qui). “Esiste il rischio concreto – affermava – che si perdano i fondi assegnati per mancanza di attuazione e volontà politica”. Parole che misero in evidenza un elemento ulteriore di preoccupazione, ovvero la possibile perdita di risorse già destinate a questa azione.

L’area pedonale, infatti, risulta già realizzata dal punto di vista infrastrutturale, ma continua a non essere attivata. Una situazione che evidenzierebbe un cortocircuito tra programmazione e gestione: opere completate ma non operative, finanziamenti disponibili ma non utilizzati. Il continuo rimpallo di responsabilità e di applicazione delle procedure tra uffici e amministrazione nel tempo ha contribuito ad alimentare uno stallo che appare sempre meno giustificabile. “Serve una presa di posizione netta – disse Domenico D’Auria nel suo intervento – perché questo progetto non può rimanere in un limbo eterno. È una questione di serietà e rispetto per la città”.

Un cambio di rotta necessario

La vicenda oggi, alla viglia del cambio di guardia, imporrebbe una riflessione più articolata sulle responsabilità politiche e amministrative. Tra ritardi e corti circuiti burocratici, scelte non definitive e mancanza di una visione chiara, il progetto APU e ZTL sembra essersi bloccato. Nel frattempo, cittadini e commercianti del centro continuano a vivere una condizione di incertezza e di frustrazione che incide sulla quotidianità e sulla scarsa fiducia verso l’amministrazione uscente. Servirebbe decisamente una linea chiara, un crono programma definito e soprattutto la capacità di tradurre le decisioni in azioni concrete capaci di dare alla APU e alla ZTL la loro efficacia come strumenti reali di riordino della sicurezza e della mobilità nel centro cittadino che resta ancora un fatto casuale e male attuato. Resta sotto utilizzata e poco sicura l’area di sosta di Fondo Cajazzo che potrebbe essere una giusta connessione con l’attuazione della APU/ZTL.

Workshop sul Sarno al Consorzio: tra bonifica e sostenibilità (video)

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