Nel centenario della morte, la città celebra l’antifascista con una giornata istituzionale e la donazione di cimeli storici
Un legame profondo tra Sarno e Giovanni Amendola
Sarno si prepara a celebrare Giovanni Amendola, figura centrale dell’antifascismo liberale italiano, a cento anni dalla sua scomparsa. La commemorazione ufficiale, in programma questa mattina presso il Comune, rappresenta un momento di forte valore simbolico e civile. In questa occasione, la famiglia Amendola donerà alla città la camicia indossata dopo l’aggressione squadrista del 1925, insieme a fotografie inedite e cimeli di grande rilevanza storica. Un gesto che assume un significato concreto, configurandosi come primo passo verso la realizzazione del Museo Nazionale dedicato a Giovanni Amendola, destinato a custodire la memoria di un protagonista della storia italiana.
Il valore storico e il programma della giornata
Giornalista e politico, tra i più lucidi oppositori del fascismo, Giovanni Amendola rappresenta ancora oggi un simbolo di coerenza morale e difesa delle libertà democratiche. La giornata commemorativa si aprirà con la deposizione di una corona di fiori in Piazza IV Novembre, seguita da momenti musicali a cura degli istituti scolastici cittadini. Successivamente, presso l’aula consiliare, sarà presentato il programma annuale delle celebrazioni, con interventi istituzionali e contributi del Comitato nazionale. Prevista anche la presentazione del volume dedicato alla figura di Amendola, con la partecipazione di studiosi e rappresentanti del mondo culturale, in un percorso di approfondimento rivolto in particolare alle nuove generazioni.
Memoria e impegno per il futuro
La celebrazione si inserisce in un più ampio quadro nazionale e punta a coinvolgere attivamente la comunità locale, rafforzando il legame tra memoria storica e identità civica. Il sindaco Francesco Squillante ha sottolineato il valore dell’iniziativa, evidenziando come il ricordo di Giovanni Amendola rappresenti un richiamo costante alla difesa dei principi democratici e dei diritti. Un impegno che, a distanza di un secolo, continua a parlare al presente e a orientare il futuro della comunità.
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