Presentazione ufficiale tra ritualità e retroscena. Angri: debutta Maddalena Pepe tra consenso guidato e qualche stonatura
Un salone tra ritualità e regia
L’accoglienza. Nella Casa del cittadino, nel tardo pomeriggio di ieri, un’atmosfera non solo cerimoniosa, ma lievemente artefatta, un protocollo che sembra essere già stato provato e ripetuto senza alcuna sbavatura ha accolto Maddalena Pepe. Tra i tendaggi pesanti e impolverati dell’aula che ospita da sempre la silenziosa assise cittadina con lo stesso atteggiamento e sorrisi trattenuti, si è per un attimo avuto la sensazione di un consenso che fosse più costruito che maturato a termine di un percorso amministrativo. Da cornice un pubblico devoto, disciplinato e ordinato e tanti aspiranti candidati che sapevano già di cosa si parlava. I presenti, con compostezza selettiva, hanno assistito al rito politico, che ciclico si ripete in ogni contesto cittadino, e a illuminare la scena è stata proprio la consigliera comunale uscente e candidata a sindaca Maddalena Pepe, supportata da applausi che sono apparsi quasi scontati.
Maggioranza compatta ma non impeccabile
La maggioranza uscente si è stretta, quindi, attorno a Maddalena Pepe, una delle poche figure femminili proposte, da zio Amedeo Sorrentino, per la carica di sindaca ad Angri, in un abbraccio che è apparso più di necessità che di slancio. Il suo eloquio, fluido e ben costruito, ha retto l’impatto della serata, coprendo con esperienza anche qualche inciampo “ideologico” di troppo tra alleati dell’ultima ora e confusi assessori in uscita, da sempre impegnati più a rincorrere narrazioni favolose che a incidere davvero sul consenso necessario per Maddalena. Al primo impatto sembra essere emerso un quadro molto levigato in superficie ma attraversato da evidenti crepe sottili, dove ogni parola detta, ogni gesto, misurato e prudente, ha chiaramente dato l’impressione di una politica ferma da oltre due lustri, in attesa di convincere gli elettori che bisogna ripartire da quello che non è mai stato fatto. Pepe questo lo sa bene. Sa che deve ricostruire da un “progetto abortito” sulle macerie prodotte proprio da gente che ieri sera era vicino a Lei nella Casa del Cittadino. Per riassumere si può affermare che Maddalena è “Come un vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro”.
Saranno i cittadini i veri giudici di questi comizi, magari — eufemisticamente parlando — quelli che conservano ancora la virtù critica dell’autonomia di giudizio, non addomesticati dalla famelica necessità, da applausi indotti e narrazioni previste e banali.
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