Piazza Doria gremita per il confronto tra i quattro candidati sindaco in vista delle prossime elezioni amministrative.
Una piazza piena come nei giorni di festa
George Orwell sosteneva che spesso “le masse” prendevano coscienza delle proprie difficoltà soltanto quando inizia davvero a confrontare ciò che vive con ciò che potrebbe essere. Ed è proprio in quel momento che il malcontento dovrebbe smettere di essere silenzioso e diventare la ricerca di un cambiamento. Tanta gente era presente ieri sera in Piazza Doria ad Angri, quasi come fosse un giorno di festa. Sul palco i quattro candidati sindaco chiamati a confrontarsi davanti ai cittadini: Maddalena Pepe, Pasquale Mauri, Giuseppe Iozzino e Alfonso Scoppa. Ognuno ha manifestato il proprio stile, il proprio carattere, la propria composta orazione, le proprie parole e soprattutto il tentativo di offrire una risposta tangibile ai problemi che da anni attraversano la città. Oltre ogni retorica e una plausibile banalità.
Gli organizzatori, altrettanto felici di essere arrivati per primi al “renedez vous”, hanno celermente cercato di curare i dettagli e le regole d’ingaggio dell’incontro pubblico che ha attirato curiosi, sostenitori e semplici cittadini curiosi e attenti di ascoltare i protagonisti della campagna elettorale. Eppure, nonostante la partecipazione e il clima da grande evento cittadino, qualche perplessità è rimasta sospesa nell’aria mite di questo maggio anomalo. Il confronto, infatti, è apparso molto incanalato, limitato rigidamente dai tempi. Un format che inevitabilmente riduce lo spazio per approfondire temi complessi o per consentire ai candidati di replicare realmente agli avversari. A regolare alle spalle dei convenuti c’era il cronometro, quasi fosse Kronos, il dio del tempo, a scandire quei pochi minuti nei quali capacità oratoria, esperienza amministrativa e conoscenza delle problematiche cittadine avrebbe potuto e dovuto fare la differenza.
Tra sostenitori, tensioni leggere e problemi reali
Sotto il palco una piccola folla composta dai sostenitori dei quattro candidati pronti a surrogare la vecchia TV con dirette avviate sui social per mandare informazioni agli amici vicini e lontani. Sguardi, movimenti rapidi, occhi puntati quindi anche sui telefonini e sulle riprese improvvisate. Una scena che ha ricordato l’atto di una moderna commedia dell’arte politica, fatta di prerogative, interpretazioni e tensioni appena percettibili dove sottilmente si percepiva anche una sottile vena goliardica.
Per qualche ora Piazza Doria, ieri sera, è tornata piena di persone, una condizione che in altri giorni appare quasi insolita, come ricordato anche da uno dei manifesti elettorali comparsi in città. Sottratta alla velocità di bici e monopattini elettrici che scorrazzano tutto il giorno impuniti. Ma dietro l’evento e la coreografia politica resta ancora senza una reale risposta la necessità di capire quale visione accompagnerà Angri nei prossimi cinque anni, dopo undici anni di amministrazione guidata da Cosimo Ferraioli, oggi serenamente proiettato verso una nuova fase politica e personale.
Sul palco restano problemi concreti che i cittadini conoscono bene e sopratutto: la gestione dei rifiuti, la sicurezza nelle strade cittadine, il disagio sociale e la necessità di servizi sociali più efficienti e vicini alle persone, tanto per citarne alcuni. La silenziosa richiesta che arriva dalla piazza sembra essere soprattutto una: eleggere un sindaco capace di vivere realmente la città, ascoltare i problemi quotidiani e affrontarli senza restare chiuso nei nel palazzo comunale.
La speranza di voltare pagina
Il confronto si è chiuso tra qualche momento di tensione appena accennato, applausi distribuiti un po’ a tutti e la sensazione che la partita politica sia ancora apertissima. In città si sente la necessità di voltare pagina, ma anche il la consapevolezza di capire chi sarà davvero in grado di guidare il paese fuori dalle paludose difficoltà accumulate negli anni. Intanto la campagna elettorale continua tra piazze, incontri pubblici e strategie comunicative. Venerdì si replica online su questa testata e su altre, con una platea ancora più vasta. I candidati proveranno ancora a convincere gli elettori, ma la speranza di molti cittadini resta semplice e concreta: che alla fine possa vincere davvero chi meglio avrà declinato problemi e soluzioni per riportate il paese alla sua normalità.













